L'articolo che segue parla della fine che farà la struttura pensata per ospitare l'incubatore delle newCo sicule.
Direi che il consiglio del nostro premier ai "ggiovani" (del 39mo convengo dei giovani di Confindustria) di andarsene all’estero, fa tranquillamente il paio con il fatto che le strutture pensate per gli “incubatori” vengano invece date in mano ai soliti noti (Impregilo in primis)…
D’altra parte, in un Paese in cui non c’è il ministro dello Sviluppo economico, meglio consigliare ai giovani (in questo caso privilegiati) di emigrare in Paesi dove, qualcuno che prova a fare delle politiche che permettano di uscire dalla crisi tramite innovazione ricerca, magari esiste e si dà pure da fare!
Bisognerebbe chiederlo anche ai precari della scuola che domenica scorsa reclamavano sullo stretto di Messina: perché mai si dovrebbe investire in cultura e ricerca quando è sufficiente avere manodopera sottopagata, che sa impastare benissimo il cemento ed è anche disposta a rimetterci la pelle pur di portare a casa un tozzo di pane?
Altro che incubatori d’impresa! La politica dello sviluppo economico italiano è chiara: mentre i "ggiovani" imprenditori è meglio che vadano a farsi una cultura all’estero, il popolino è meglio che rimanga a studiare in scuole che non garantiscono più il diritto allo studio…Chi è troppo istruito, poi, c’è il rischio che pensi pure di poter avanzare qualche richiesta di vivere in un territorio decente e lavorare con dei diritti, anziché crepare semplicemente nei cantieri…
- Grandi Opere - da ReteNoPonte
Mentre continuano le trivellazioni per completare gli studi necessari al
progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, l’Ateneo messinese affida alla
Stretto Spa (concessionaria di Stato per la realizzazione del Ponte), ad
Eurolink (general contractor per la progettazione e l’esecuzione dell’opera) e
al gruppo Parsons Transportation (impegnato nel “project management”) un intero
edificio del Polo scientifico di Papardo. La struttura, interamente realizzata
con fondi pubblici, avrebbe dovuto ospitare un “Incubatore” di 46 nuove aziende
di neolaureati e ricercatori universitari.
La riconversione pontista dell’infrastruttura destinata all’imprenditoria
giovanile è uno scandalo, lo scippo di un bene comune a favore dei Signori del
Ponte, i quali non possiedono nessuno dei requisiti previsti nel progetto
originario per entrare in possesso dello stabile. A rendere più amara la
beffa, l’evidenza che nessuna delle società che s’insedierà nel centro
universitario ha sedi o filiali nell’area dello Stretto (alcune sono, anzi,
straniere) e che sono tutte nella titolarità di gruppi azionari di rilevanza
nazionale (famiglie Benetton, Gavio e Ligresti per Impregilo, società capofila
Eurolink). Ancora più grave ed immorale la concessione dei locali universitari
a Parsons Transportation, azienda chiave del complesso bellico industriale
statunitense.
Siamo di fronte ad una doppia speculazione a danno delle strutture pubbliche:
da un lato, la “rendita” che l’odierno gestore dell’Incubatore (Sviluppo
Italia) si assicurerà con gli affitti; dall’altro, il privilegio offerto alle
società pro-Ponte di poter insediare il loro centro direzionale a prezzi fuori
mercato. Un’operazione tutta basata sulla sottrazione di spazi pubblici, sulla
negazione di vere prospettive occupazionali alle giovani generazioni in nome
degli interessi privati e dei contractor più attivi nei teatri di guerra
internazionali. Ancora una volta il bene comune viene calpestato per lasciare
spazio a chi fa profitti senza rischiare nulla.
la firma del protocollo di intesa tra le Università di Messina e di Reggio
Calabria, la società Stretto di Messina, il contraente generale Eurolink, il
project management consultant Parsons e Sviluppo Italia Sicilia, dovrebbe
svolgersi oggi (il condizionale è d’obbligo) presso il Rettorato
dell'Università di Messina in forma privata (visto il nuovo forfait di
Matteoli) alle ore 16.00 (se dobbiamo prendere per buoni i precedenti annunci).
Contro la dismissione dell’Incubatore e la sua trasformazione in Uffici
Direzioni del Ponte sullo Stretto di Messina.
Per il rilancio del Centro universitario di Papardo a sostegno dei progetti
dei giovani laureati e delle iniziative ad alta innovazione e sostenibili dal
punto di vista socio-ambientale.