Sedicesimo giorno di Magdala libera. Il principe Marion di Padania ha fatto
visita ai quartieri dei castra taurina. Il conte Cutin ha organizzato un
sontuoso banchetto. Presenti il proconsole della pace, lo sceriffo di contea,
Lacrima allegra fastino, tutti i capibanda dei lampeggianti blu e il conte
Saetta. Un pò in disparte ha fatto apparizione anche capitan Criceto. Nessuno
ha capito perchè fosse stato invitato. Il suo viso sempre più cereo ha
suscitato sufficiente compassione perchè nessuno ponesse l'interrogativo ad
alta voce. Nel bel mezzo del banchetto, un messaggero è giunto trafelato. Amici
carissimi dei convitati erano stati posti alla gogna a causa della loro
fratellanza con sette proibite. Il conte Cutin ha sussurrato l'ambasciata al
Principe Marion di Padania. Il sangue dei due ha abbondonato le gote e il
pensiero è volato su come avrebbero spiegato al popolo che le sette da loro
messe al bando in realtà banchettavano nelle loro dimore. Le ancelle sono state
licenziate e la festa ha avuto repentino termine. Il Principe ha annunciato
agli araldi che a Magdala non ci saranno arcieri e catapulte ma solamente
lampeggianti blu in gran quantità. I presenti si sono genuflessi e hanno
cominciato a fare parole tra di loro.
Nel frattempo altri dardi spuntati e relative missive venivano intercettati da
fidati scudieri e gli scrivani potevano vergare cronache bislacche.
Il tempo della posa di palizzata si allunga e il gallo colore del cielo
sorride sempre di più.
Da qualche giorno Magdala riceve visita di primitivi uccelli con ali rotanti.
Con occhi rosseggianti scrutano il bosco, planano e prima di sentire la terra
si rialzano in volo alto.
La banda dei civici ha emesso editto di scomunica per Cornacchia Esposita,
Fringuello Merlo, Conte Saetta, Messer Morgan e Damigella Barbarella Boninia.
La congregazione degli scomunicati non ha gradito l'editto e gli scrivani non
vogliono portare ulteriore sofferenza a chi sta già soffrendo per la gogna
degli amici.
Al levarsi della luna sono giunti a Bussollotto due legulei, un cerusico e uno
scrivano che hanno raccontato una storia di città marinara. Il racconto era
antico di due lustri e luccicava sul mare. Il popolo ha pensato che poteva
anche essere di adesso e luccicare sulle montagne.
La banda dei taurini ha chiesto allo stivale di piantare una lancia per ogni
cuore che batte con Magdala. Dopo poche clessidre più di ottocento lance erano
piantate nel soffice prato dell'unione.
A Magdala i fuochi sono accesi e i figli giocano con polvere soffocante. Le
verdure continuano a cuocere e l'idromele riscalda dalle lacrime di Giove
Pluvio. Molte parole vengono fatte e ogni giorno le Bande si comprendono
meglio. Dalla quattordicesima giornata un banditore affida al vento le storie
del campo e molti pittori sono pronti a dipingere gli eventi.
Attento popolo e attente Bande. Il giorno si avvicina. Invochiamo l'aiuto dei
cuori vicini ai nostri e chiediamo a sciamani spirituali che i loro occhi
vedano e possano raccontare la verità.
E' giunta l'ora di aprire Magdala alla Valle di Cozio e allo Stivale intero.
Non è più tempo dell'indugio. Dopo le clessidre in cui si mettono croci su
carta dipinta, giungerà l'attimo dell'aurora e il popolo tutto dovrà lasciare
che il battito della vita scorra fluente e con intelletto fulgido.
Per ora osserviamo felici la luna che riscalda una nuova notte di bosco
libero.
Palla di biliardo civico (Alias Luigi)
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