http://www.nuovasocieta.it/editoriali/27702-non-basta-indignarsi-difronte-allo-sfascio-dellitalia.html
Non basta indignarsi di fronte allo sfascio dell'Italia
di Diego Novelli
Che la situazione politica e morale dell'Italia sia giunta allo stadio della decomposizione credo che ogni cittadino, indifferentemente dalle sue idee (di destra, di centro o di sinistra)purché dotato di un tasso medio di intelligenza, ne sia più che consapevole.
Lo spettacolo che ogni giorno viene offerto dal Parlamento, dalla vita interna dei partiti, dalle cronache giornalistiche, su episodi di malcostume che vedono intrecciati interessi personali con attività di pubbliche amministrazioni (corruzione, concussione, malaffare, illecite ingerenze, etc.) non è solo deprimente, ma disgustoso.
La domanda che sorge spontanea è: «Quanto ancora può reggere un quadro così degradato?»
Alla televisione ogni giorno sentiamo i galoppini dell'attuale regime, soprattutto colleghi giornalisti di "chiara fama" (si fa per dire), che giustificano tutte le più soverchie porcherie e, quando si trovano a mal partito, si salvano in corner con la famosa aria di Mozart "Così fan tutte".
Non è vero, è falso!
La stragrande maggioranza degli italiani sono persone perbene e sono presenti in tutti gli strati sociali, anche se con opinioni politiche differenti.
Lo spettacolo che ogni giorno viene offerto dal Parlamento, dalla vita interna dei partiti, dalle cronache giornalistiche, su episodi di malcostume che vedono intrecciati interessi personali con attività di pubbliche amministrazioni (corruzione, concussione, malaffare, illecite ingerenze, etc.) non è solo deprimente, ma disgustoso.
La domanda che sorge spontanea è: «Quanto ancora può reggere un quadro così degradato?»
Alla televisione ogni giorno sentiamo i galoppini dell'attuale regime, soprattutto colleghi giornalisti di "chiara fama" (si fa per dire), che giustificano tutte le più soverchie porcherie e, quando si trovano a mal partito, si salvano in corner con la famosa aria di Mozart "Così fan tutte".
Non è vero, è falso!
La stragrande maggioranza degli italiani sono persone perbene e sono presenti in tutti gli strati sociali, anche se con opinioni politiche differenti.
L'ultimo caso del famigerato faccendiere Luigi Bisignani ha scoperchiato una vera fogna. Questo notissimo personaggio, già condannato con sentenza passata in giudicato, implicato nella maxi tangenti Enimont degli anni '90, è tornato in auge diventando il principale tessitore della nuova loggia P4. Ministri, sottosegretari, parlamentari, magistrati, alti gradi dell'esercito, dei servizi segreti, i massimi dirigenti di enti di Stato (Eni-Enel), della Rai, nonché l'eminenza grigia di Palazzo Chigi, Gianni Letta (indicato da Berlusconi come possibile futuro presidente della Repubblica), risultano clienti di questo mariuolo. Si sono serviti di lui per favori, promozioni, informazioni, anche su vicende coperte dal segreto istruttorio.
Per un ex magistrato, oggi deputato del Pdl, conosciuto come il traffichino di Montecitorio, è stata chiesta dalla Procura di Napoli l'autorizzazione all'arresto.
Naturalmente i suoi sodali la negheranno, guidati dall'impareggiabile onorevole Panis, il noto avvocato di Belluno, che ha convinto la maggioranza della Camera dei Deputati a votare un ordine del giorno con il quale è stata giustificata la famosa telefonata del Cavaliere alla Questura di Milano, affinché venisse rimessa subito in libertà una giovane fermata per furto, "onde evitare un incidente diplomatico con l'Egitto".
Naturalmente i suoi sodali la negheranno, guidati dall'impareggiabile onorevole Panis, il noto avvocato di Belluno, che ha convinto la maggioranza della Camera dei Deputati a votare un ordine del giorno con il quale è stata giustificata la famosa telefonata del Cavaliere alla Questura di Milano, affinché venisse rimessa subito in libertà una giovane fermata per furto, "onde evitare un incidente diplomatico con l'Egitto".
Abbiamo toccato il fondo?
Non possiamo dirlo con certezza, perché tutto può ancora succedere, anche di peggio.
È giunto però il momento che il Paese civile si faccia sentire. Oltre che indignarsi è ora di ribellarsi, democraticamente, a questo stato di cose, come ci indica in un bellissimo libro un'illustre figura della Resistenza: l'ex magistrato ultranovantenne Massimo Ottolenghi.
L'antifascismo, la Resistenza, la Costituzione hanno visto il concorso di uomini e donne liberi.
Si ripropone con urgenza, come allora, l'impegno diretto di tutte le forze che non solo rappresentano la memoria del passato, ma che non hanno mai "mollato": la vecchia Resistenza con le nuove generazioni dell'associazionismo, del volontariato, dei vari movimenti, devono assumere iniziative concrete per la mobilitazione delle coscienze, usando tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale prevede, a partire dalle proposte di legge di iniziativa popolare, ai referendum, alle grandi mobilitazioni di masse.
Non possiamo dirlo con certezza, perché tutto può ancora succedere, anche di peggio.
È giunto però il momento che il Paese civile si faccia sentire. Oltre che indignarsi è ora di ribellarsi, democraticamente, a questo stato di cose, come ci indica in un bellissimo libro un'illustre figura della Resistenza: l'ex magistrato ultranovantenne Massimo Ottolenghi.
L'antifascismo, la Resistenza, la Costituzione hanno visto il concorso di uomini e donne liberi.
Si ripropone con urgenza, come allora, l'impegno diretto di tutte le forze che non solo rappresentano la memoria del passato, ma che non hanno mai "mollato": la vecchia Resistenza con le nuove generazioni dell'associazionismo, del volontariato, dei vari movimenti, devono assumere iniziative concrete per la mobilitazione delle coscienze, usando tutti gli strumenti che la Carta Costituzionale prevede, a partire dalle proposte di legge di iniziativa popolare, ai referendum, alle grandi mobilitazioni di masse.
Non si tratta di sostituirsi ai partiti dell'opposizione (o peggio ancora denigrarli), semmai serve a scuoterli dall'attuale paralizzante stato di reciproca ipnosi in cui sembrano caduti.
La Resistenza di ieri e di oggi deve direttamente mettersi in gioco, senza presunzione, con umiltà, ma con ferma e decisa volontà di non accettare passivamente il ruolo di spettatori di questa catastrofe incombente sull'Italia.
La Resistenza di ieri e di oggi deve direttamente mettersi in gioco, senza presunzione, con umiltà, ma con ferma e decisa volontà di non accettare passivamente il ruolo di spettatori di questa catastrofe incombente sull'Italia.
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