Movimento NO TAV
una garanzia per il futuro
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Comunicato Stampa
dalla valle che resiste e non si arrende, 23 agosto 2011
GRANDI OPERE INUTILI
IL 26 AGOSTO IL climatologo luca MERCALLI
INAUGURA a venaus l'ATTESO FORUM INTERNAZIONALE
OpPOSIZIONI EUROPEE A CONFRONTO
PER MOBILITAZIONI COMUNI
Deciso all'indomani della Giornata Europea contro le Grandi Opere Inutili dell'11 dicembre 2010, che ha visto l'opposizione No TAV sfilare in Italia a Susa, in Francia a Bayonne, in Germania a Stoccarda, si aprirà venerdì prossimo 26 agosto a Venaus il Forum Tematico contro le Grandi Opere Inutili. Tutti i dettagli sono sul sito www.11-12-2010.eu.
Il Forum è nell'agenda 2011 del Forum Sociale Mondiale1. Il Movimento No TAV era presente con una sua iniziativa al Forum Sociale Mondiale che si è svolto a Dakar lo scorso febbraio.
L'obiettivo del Forum è mettere a confronto le varie realtà di opposizione a livello europeo e di confermare - anche con argomenti innovativi - la categoria delle Grandi Opere Inutili nelle lotte e nel dibattito politico sociale internazionale. Sono attese delegazioni di movimenti e associazioni italiane e di Paesi dell'UE (Francia, Spagna, Germania, Finlandia).
L'evento durerà fino al 30 agosto e prevede numerose attività, da quelle più stimolanti per la mente - due giorni interi di dibattiti - a quelle più impegnative per il corpo - un trekking in quota per ammirare la Val Susa. Le serate saranno animate da musiche tradizionali e contemporanee.
Dopo una polentata collettiva al Presidio No Tav di Venaus, il Forum prenderà il via alle ore 21 alla presenza delle autorità che lo hanno patrocinato e aiutato: la Comunità Montana Valli Susa e Sangone e i Comuni di Venaus e di Bussoleno. La prima relazione sarà tenuta dal climatologo Luca Mercalli che interverrà subito dopo il simbolico taglio del nastro al suono della banda di ottoni.
Gli incontri di analisi e dibattito si svolgeranno al Liceo di Bussoleno: sabato mattina si presenteranno le associazioni partecipanti, mentre nel pomeriggio e domenica mattina esperti e professori universitari offriranno sei originali contributi di stimolo alla discussione.
Gli argomenti proposti da un sindaco, quattro professori universitari e dal massimo esperto italiano in analisi dei costi delle Grandi Opere spazieranno dalla gestione del territorio all'analisi dei costi e del ciclo di vita di una infrastruttura, dall'economia alla filosofia, dalla scienza post-normale alla politica.2
I lavori si concluderanno con una sessione di dibattito assembleare che occuperà tutta la domenica pomeriggio con lobiettivo di rafforzare i legami tra le associazioni e costruire iniziative condivise e durature a livello europeo.
Quello del consumo di territorio è il più classico degli slogan che può essere tradotto in politiche locali. Per farlo oggi bisognerebbe partire dalla demografia, intesa come tendenza agli spostamenti interni al comune, alla valle e all'area metropolitana, all'Italia e al mondo. Non sono banalità, perchè è di questi spostamenti che si è alimentato il consumo del territorio.
RispondiEliminaInoltre bisognerebbe partire da analisi dell'edilizia esistente, dei gusti e degli Status symbol edilizi, per arrivare alle politiche,cioè alla definizione di dove consumare territorio.
Naturalmente ciò cozza subito con la poderosa macchina delle immobiliari e soprattutto con l'indotto lavorativo edilizio fatto di tecnici, professionisti e loro aiutanti che fino a poco tempo fa ha costituito con l'informatica il settore dei servizi terziari più in espansione.
Tutto questo si potrebbe fare adesso e subito nei Comuni e in Comunità, con amministratori che riconoscessero priorità di lavoro al settore. L'urbanistica e i suoi sacerdoti hanno occupato questi spazi, ceduti volentieri dalla pletora di altri amministratori che si occupano di "orti virtuosi" di reti comunali da primato, di turismo trottolino o di agricoltura biodinamica.
Ma fare questo vuol dire selezionare una classe dirigente, e prima ancora gruppi politici che invece di partire da assunti o da cose scontate comincino a guardarsi attorno per capire cosa sta succedendo, provando a riflettere prima di esternarlo e sbandierarlo.
Oggi le condizioni per far tutto ciò ci sarebbero, forse anche la voglia di rimboccarsi le maniche. Forse però viaggiamo tutti in cannottiera.