22 settembre 2011
Il libro nero dell’alta velocità di Ivan Cicconi
Capitolo 4 – La vera storia della Tav
Sono ancora in sella anche i manager protagonisti o testimoni della gigantesca bugia che viene perpetuata da anni: quella secondo cui l’Alta velocità, con un costo proiettato verso i cento miliardi di euro, fosse per il 60 per cento a carico dei capitali privati, che sarebbero stati rimborsati con i proventi del servizio. Di fatto oggi i treni Frecciarossa non sono in grado di ripagare, con la vendita dei biglietti, neppure gli interessi sul debito accumulato. E nel frattempo il costo delle nuove linee è stato completamente accollato allo Stato. Scrive Cicconi: “Tutti i manager di queste stesse aziende pubbliche, che hanno gestito, sostenuto o non si sono accorti della “bugia” che per molti anni ha coperto una “truffa” ai danni dell’UE, dello Stato e delle future generazioni, i vari Incalza, Maraini e Moretti, per citare solo i più noti, se non conservano il loro posto sono stati premiati con incarichi ancora più importanti. Così è avvenuto con l’amministratore delegato di TAV SpA Ercole Incalza e col presidente di Italferr-SIS.TAV SpA Emilio Maraini, scelti dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi come bracci operativi per le grandi opere.
Nel 2010 Incalza è ai vertici del ministero delle Infrastrutture come capo della struttura tecnica di missione per le grandi opere, e Maraini rappresenta FS nell’Unione Internazionale delle Compagnie ferroviarie, senza disdegnare la presidenza di una società pubblica, Metronapoli SpA, e di una società di ingegneria privata Italsocotec SpA. Così è avvenuto con Mauro Moretti, promosso amministratore delegato della holding FS SpA dal governo Prodi nel 2007 e confermato dal governo Berlusconi nel 2010, il quale si autoassegna anche le poltrone di Presidente di Italferr SpA e di Grandi Stazioni SpA, controllate dalla stessa holding, a garanzia che il controllore ed il controllato siano esattamente la stessa persona”.
Il libro nero dell'alta velocità cap4
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