il link al video di Mercalli sul Tav da Fazio
http://www.veoh.com/watch/v21370279ezTtXXeB
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lunedì 19 settembre 2011
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il commento del solito esposito
RispondiEliminaMERCALLI AVVOCATO DIFENSORE DEI NO TAV CON I SOLDI PUBBLICI. ORA FAZIO INVITI GLI AGENTI FERITI IN VALLE DI SUSA
“Quanto avvenuto ieri sera nella trasmissione ‘Che tempo che fa’ va al di là di ogni giustificazione possibile: Luca Mercalli ha utilizzato il servizio pubblico per un’arringa difensiva a favore delle due ragazze arrestate dopo gli ultimi incidenti a Chiomonte, dicendosi indignato per il fatto che in questo Paese ‘si viene arrestati per il semplice fatto di indossare una maschera antigas’. E’ da considerarsi normale che un metereologo, lautamente pagato con i soldi dei contribuenti, utilizzi la tv pubblica per esaltare l’illegalità e difendere comportamenti violenti diretti contro lo Stato?
Non è in questione la libertà di opinione, perché nessuno mette in discussione il legittimo dissenso di Mercalli nei confronti della Tav, bensì il fatto che Mercalli abbia scambiato l’Italia per il Sudamerica degli anni ’70 e faccia passare i No Tav come tanti guerriglieri simil-comandante Marcos impegnati nella selva valsusina. Forse dimenticandosi che, nonostante il nostro Premier assomigli sempre più a un caudillo, l’Italia è un Paese dove le forze dell’ordine e la magistratura difendono le decisioni prese da istituzioni democratiche. Istituzioni che si chiamano Unione Europa, Parlamento italiano, Regione Piemonte, Provincia di Torino, ecc. Un Paese dove chi è contrario alla Tav può fare ricorso alla magistratura, come è avvenuto già decine di volte, con esito sempre sfavorevole ai No Tav.
E quando in un Paese democratico succede che centinaia di persone armate assedino un cantiere, provocando 319 feriti e contusi tra le forze dell’ordine, lo scandalo non sta nel fatto che due persone siano state arrestate, ma, piuttosto, che gli arresti si siano limitati solo a quelle due persone.
Pertanto, mi aspetto da Fabio Fazio, nella sua veste di responsabile della trasmissione, che la prossima settimana inviti uno degli agenti feriti a Chiomonte o uno degli operai che tutte le mattine si recano al lavoro ricevendo insulti, sputi e minacce (per il solo fatto di volersi guadagnare onestamente lo stipendio) oppure il carabiniere che ha avuto il fegato spappolato da una biglia di ferro. E faccia raccontare loro quello che realmente avviene in Valle di Susa.
Sarebbe bene che si cominciasse a denunciare in modo chiaro il tentativo da parte di personaggi come Luca Mercalli di ‘falsificare’ la natura del movimento che si contrappone alla Tav: un’operazione ideologicamente analoga a quella che oltralpe la sinistra salottiera francese ha fatto di Battisti, che da bieco terrorista di terz’ordine è stato dipinto come un ribelle romantico perseguitato dallo Stato fascista.
Ancora una volta dobbiamo ricordare che la legalità e la democrazia non albergano tra le frange violente dei No Tav, ma tra le forze dell’ordine e la magistratura che difendono quel cantiere e le leggi dello Stato. Ciò che è ancora più grave è che questa basilare distinzione oggi la si debba ricordare anche alla televisione pubblica.
e i controcommenti che riporta il solito libreidee
RispondiEliminaFazio e Mercalli: si tocca la Tav e il Pd scatena il finimondo
Si fa tanto parlare di censura televisiva, di spazi democratici che si riducono sempre più sul piccolo schermo, di conduttori cacciati perché “di sinistra”. Fabio Fazio, col suo “Che tempo che fa” pare sopravvivere a tutte le bufere, continuando a rappresentare bene l’elettorato piddino e i suoi leader. Ma anche il programma del weekend ha la sua variabile impazzita, imprevedibile, nei panni del meteorologo Luca Mercalli. Il quale, domenica sera, non ha avuto paura di sedersi su quella poltrona e pronunciare un’appassionata arringa contro la Tav (comprensibile: Luca è valsusino) e in difesa delle due attiviste ancora agli arresti (ne avevamo parlato qui).
Apriti cielo! Oggi si sono scatenate le cateratte piddine, che imperversano su ogni gazzetta ad invocare a gran voce, in sintesi, la censura. «Ha fatto propaganda contro la Tav coi soldi pubblici», «non c’era contraddittorio», «uso improprio del servizio pubblico» (questa mi ricorda tanto qualcuno), e si arriva persino a dare del «fazioso» a Fazio a mo’ di avvertimento. La prossima settimana si chiede anche al conduttore di «invitare gli agenti feriti», e anche ciò mi ricorda qualcuno.
(Mode ingenua fanciulla: on). Ma come mai il Pd attacca così ferocemente uno dei suoi ultimi baluardi televisivi, Fabio Fazio? Ma come mai è il Pd a difendere in modo così spasmodico una Grande Opera? O non era il Berlusca quello che si è inventato le Grandi Opere, coi disegnini da Bruno Vespa? Ma come mai è il Pd a invocare la censura, a chiedere la par condicio, a dar del terrorista a madri di famiglia che protestano? Ma non sarà che il Pd è coinvolto mani e piedi coi cementificatori della Tav, e non fa altro che difendere ciecamente gli interessi di tali soggetti invece di dar ascolto ai cittadini? Ma non sarà che il Pd mi ricorda tanto qualcuno? (Mode ingenua fanciulla: off).
(Debora Billi, “Che tempo che fa: si tocca la Tav, e il Pd scatena il finimondo”, dal blog “Petrolio.blogosfere” del 19 settembre 2011).
Certamente le mangerie centrano, centrano l'azione di lobby delle coop per mantenere una parte dell'apparato del PD ( D'Alema si era perino fatta la televisione entro il suo gruppo di riferimento.
RispondiEliminaCentra però anche una cultura vecchia, non adatta ai tempi, ma a suo tempo non spregevole. Le opere pubbliche sulla movimentazione o sull'agricoltura sono state individuate come una via di uscita dal liberismo monetaristico (inteso come teoria ora applicata anche nei paesi del mediterraneo dopo essere stata applicata in sudamerica e nei paesi dell'est. E' stato Rooselwet(?) a seguire Keynes ed accentuare la spinta a fare opere pubbliche di svariati tpi come risposta alla crisi. Senza quello sarebbe stata- come è stata - guerra o all'applicazione rigida di leggi economiche scolastiche definite nel '700 in un mondo tutto diverso. Ora è nuovamente diverso e servono strategie nuove per costruire le quali occorre qualcosa di più della protesta cieca. Serve una protesta intelligente, e immagino che stia bollendo ovunque ma che sia difficile da quagliare perchè la verità è dura. Lo standar di vita auspicato in Italia è riservato a qualche categoria di età, mentre per i giovani è riservato ai non protetti, cioè per coloro che non trovano protezione di lavoro in ambiti di imprese famigliari o in presentazioni o vere raccomandazioni in altri o anche in proprii meriti. Sarà dura,