martedì 4 ottobre 2011

Petizioni e verità

Occorre chiarezza su una questione cui teniamo particolarmente: la questione di una petizione sulla cosiddetta Area Braida.
Vogliamo continuare a credere alla buona fede di chi ha promosso la petizione, anche se i primissimi firmatari della stessa, farebbero pensare che in realtà tutta questa buona fede sia mal riposta.
Ci si dice che i toni apocalittici e gli slogan utilizzati per creare il caso, siano "solo per fare parlare", e volendo credere anche a questa affermazione, Rino Marceca, assessore all'urbanistica, ha fissato per venerdì 7 ottobre, alle ore 18, nella Sala del Consiglio di piazza Conte Rosso, un'appuntamento pubblico per "illustrare a tutti" come stiano in realtà le cose.
Di seguito si pubblica una lettera inviata a Luna Nuova nel luglio di quest'anno, già in risposta ad altre "uscite" sulla questione, a dimostrazione che le argomentazioni e le discussioni sul tema non siano "cosa dell'altro ieri".



Proprio per la massima trasparenza e per la storia politica dei personaggi coinvolti in questa vicenda, è opportuno che siano molti a partecipare all'assemblea di venerdì pomeriggio in modo che la gente, abbia ben chiara la situazione reale, e non solo quella urlata e amplificata dai professionisti del bailame.
Come già detto, credendo nella buona fede di chi ha promosso la petizione, non ci sfiora nemmeno per un attimo l'idea che il tutto sia frutto di una bieca volontà di visibilità, o di protagonismo, anche se è possibile che alcuni (anche tra i firmatari) abbiano l'interesse e la volontà di alimentare la confusione, giusto per mettere in cattiva luce l'amministrazione comunale di Avigliana. E' da tempo che alcuni tra loro si sono dedicati a questo sport ma, purtroppo per loro, anche stavolta rimarranno delusi...o almeno scontenti.
Le scelte urbanistiche in materia di servizi al cittadino, sono sempre molto complicate, soprattutto in un periodo di ristrettezze economiche e di politiche del governo che hanno devastato la finanza locale e l'autonomia degli enti locali, che si trovano ad essere l'unico punto di riferimento per i cittadini, ma messi nell'impossibilità persino di utilizzare le risorse che avrebbero a disposizione.
I temi della scuola, della casa anche per i redditi più bassi e della garanzia della tutela massima possibile del territorio come risorsa di tutti (sui quali ruota la vicenda Area Braida) sono ben chiari e tra le priorità dell'amministrazione di Avigliana, tant'è che sono stati molteplici i confronti, proprio con chi ha promosso la petizione.
La disponibilità a discutere e ridiscutere la questione è stata più e più volte dimostrata e praticata, anche se dallo stile della petizione non sembrerebbe.
Continueremo a dibattere questa vicenda a partire da venerdì, ma deve essere chiaro che le esigenze della città di Avigliana, che stanno alla base sia della variante del prgc  sia di quanto si prevederà nell'area Braida, sono prioritarie e hanno una fortissima rilevanza.
Non pensiamo però si possa rispondere semplicisticamente "ma a cosa serve una scuola materna?" oppure " a chi servono le case di social housing?".
A queste domande devono essere date risposte, non solo con petizioni, ma con alternative percorribili rispetto alle quali ci potrà essere il confronto più aperto e franco possibile.

Per chiarezza si riporta di seguito l'articolo riportato nell'immagine.


La lettera di Fabio Panicco pubblicata su Luna Nuova del 26/7/2011 dal Titolo “il cemento che non ti aspetti” era già stata pubblicata sul blog “La Manca” martedì 12/07/2011 ed ha avuto risposta con una mail all’interessato prima e sullo stesso blog dopo (solo per problemi tecnici). Stupisce quindi che l’autore non ne abbia tenuto conto come invece ha fatto sul blog. Ad ogni buon conto si riporta integralmente la risposta data per maggiore chiarezza, anche se il tono è da mail personale:
“Ciao Fabio,
Ho scoperto che c’era una tua mail, che non ho ricevuto, e che aspettavi delle risposte.
Ho quindi letto sul blog LaManca, che non frequento spesso, il tuo post.
Cercherò di dare alcune risposte.
La variante in corso è nata dall’esigenza di migliorare la qualità della vita dei cittadini analizzando, zona per zona, i servizi pubblici realizzati, quelli previsti ma non realizzati e quelli che, secondo l’analisi risultavano mancanti. Per servizi intendo spazi pubblici (verde, parcheggi, viabilità …..) ma anche servizi scolastici e alla persona. Da questa analisi dettagliata è risultato che a fronte di una buona consistenza di aree vincolate a servizi, queste non sono state utilizzate e in diversi casi la realizzazione dei servizi previsti non si ritiene utile, tanto che la variante, in alcuni casi ha eliminato il vincolo.
Altra linea guida della variante è quella di evitare quanto normalmente succede nell’individuazione delle aree da vincolare e cioè la non realizzazione degli stessi per carenza di fondi per gli espropri.
Da questa analisi è risultato evidente, tra le altre cose, una carenza di servizi scolastici, in primo luogo riferito alla materna ma anche per gli altri ordini di scuola.
Nasce quindi l’esigenza di realizzare un nuovo polo scolastico (materna, elementare) che sia collocato nella zona più utile.
Partendo dalla localizzazione attuale delle materne via Mompellato e via Einaudi non più ampliabili (mentre per Drubiaglio si prevede lo spostamento della materna e il suo ampliamento a due sezioni nell’area dell’elementari, ampliandola creando un complesso che va dal nido alle elementari) si è ritenuto che la localizzazione migliore fosse quella della zona Sud di Avigliana individuando la zona della Braida.
Altra carenza evidenziata, non solo con gli studi urbanistici, ma dalla continua richiesta agli amministratori e ai servizi sociali quella degli alloggi di edilizia popolare o convenzionata. Con il piano casa redatto dal Conisa insieme ai comuni e allo IACP si è cercato di individuare meccanismi che permettessero il recupero di edifici esistenti, individuandone alcuni anche ad Avigliana. Purtroppo le condizioni di mercato-economiche hanno portato al fallimento di queste proposte. Si è quindi, politicamente, scelto di prendersi carico del problema sociale della casa prevedendo la realizzazione di circa 30 alloggi di edilizia sovvenzionata-convenzionata o di social house.
Fatte le analisi e le scelte politiche di indirizzo si è individuata l’area della Braida e si è proposto di modificarne la destinazione d’uso, che ricordo nel PRGC vigente è un’area destinata ad attrezzature ed impianti sportivi e ricreativi per non più del 50%. Tale destinazione, a fianco degli attuali impianti sportivi è sembrata meno utile rispetto alle necessità su esposte; inoltre la destinazione vigente è di difficile attuazione (se non impossibile) da parte dell’ente pubblico presupponendo esproprio e forti investimenti.
Con la Variante proposta si acquisirebbe il 65% dell’area e si realizzerebbero il complesso scolastico e il verde urbano pubblico a fronte di una edificazione di circa 60-70 alloggi di cui la metà ad edilizia sovvenzionata-convenzionata o di social house.
Queste le motivazioni.
Consumo del suolo: si (doloroso ma secondo me necessario) pari a circa un terzo dell’area (ma all’interno di questo una parte,30% ?, dovrà essere adibita a verde), di cui una parte è già utilizzata dalla caserma dei Vigili e “casotti” degli attrezzi disseminati con dubbio gusto.
Vecchia politica: a me non sembra ma certo sono parte in causa.
Promesse elettorali non mantenute: a me non sembra ma anche qui sono parte in causa.
In tutto il territorio del centro abitato con la variante sono state messe in gioco due aree consistenti quella della Braida e quella relativa alla piazzetta di Drubiaglio, per il resto si prevedono riqualificazioni con demolizioni e ricostruzioni (corso Laghi e Corso Torino) con recupero di suolo (stile Safim), piccoli ampliamenti di edifici esistenti o piccole edificazioni in aree in cui si ottiene in cambio aree per servizi.
Per me le motivazioni non sono fuffa ma credo la qualità della vita sia legata molto ai servizi che si danno, dalle scuole, alle aree pubbliche, alla viabilità ecc…
L’intento della variante non è quello di costruire e di consumare il territorio. Il bene comune è anche la scuola pubblica e gli spazi pubblici.
Mi assumo la responsabilità della proposta che è stata discussa in numerose riunioni della maggioranza e anche all’interno del gruppo degli indipendenti.
Molte cose ci sarebbero da dire ma le mail non sono lo strumento adatto.
Credo che in questi vent’anni l’aver eliminato e respinto le spinte edificatorie sull’area Riva, su Monte Cuneo, alla T4, al Bacchiasso, da Mazzini, a Drubiaglio ecc... sia stata una grande politica contro il consumo di territorio, prima ancora che diventasse di moda parlarne.
ciao Rino”.
A rafforzare quanto ci sono i numeri che indicano la riduzione del suolo occupato con l’operazione Safim (con dismissione al comune di 8.500 mq su 15.000mq) e con la Variante 30-ex Dr3 (riduzione della volumetria edificabile da circa 98.000 mc a circa 42.000 di cui circa un terzo trasferito in altra zona, con dismissione al comune di circa 30.000 mq su 85.000 circa oltre alle aree vincolate), tralasciando la variante 1 che nel 1995-1997, caso più unico che raro, ha eliminato intere grandi aree edificabili.
Ricordiamo, infine, che i contenuti del preliminare della variante sono stati ampliamente illustrati in riunioni pubbliche, ampliamente dibattuti all’interno della maggioranza oltre che all’interno della del gruppo degli indipendenti che ne condividono le scelte.

Crosasso Gianfranco
Marceca Rino
Morra Rossella
Rotella Giuseppe
Tavan Enrico



0 commenti:

Posta un commento