venerdì 30 settembre 2011

Rispetto e trasparenza per Avigliana

Con questo documento, tutti i consiglieri eletti di Amare Avigliana, promuovono la creazione di un comitato elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative ad Avigliana.
C'è la necessità di agire con chiarezza, trasparenza e determinazione, per evitare fraintendimenti e confusioni.
Sono già tante in Avigliana le iniziative, le associazioni, i gruppi che in realtà "nascondono altro" senza il coraggio di dirlo.
Gli amministratori di Amare Avigliana dichiarano con estrema chiarezza invece le proprie intenzioni e il proprio progetto per la città.
E' già il modo per differenziarsi e per mostrare rispetto per tutti gli Aviglianesi, ma soprattutto per quei cittadini che sono stanchi dei "giochetti" e delle "manfrine" e che vogliono decidere e partecipare per il loro futuro.



Il Sindaco e i sottoscritti Consiglieri comunali eletti nella lista Amare Avigliana, in vista delle elezioni locali del prossimo anno, promuovono la creazione di un comitato elettorale aperto alla partecipazione dei cittadini che, avendo apprezzato l’operato della maggioranza uscente e condividendone le scelte, vogliano contribuire al governo della città con le proprie idee e il proprio coinvolgimento.
Le nostre regole sono:

  • Il rispetto della Costituzione e dello stato di diritto
  • L’onestà e l’amministrazione della città nell’interesse della collettività e non per interessi di parte
  • La serietà e la capacità di operare coniugando esperienza e rinnovamento
  • La trasparenza, l’informazione e il confronto con i cittadini

I valori che vogliamo continuare a perseguire sono:

  • la centralità della persona, il rispetto della sua dignità e libertà e il miglioramento della qualità della vita;
  • il lavoro, nella salvaguardia del territorio, dell’ambiente e delle risorse naturali;
  • la legalità, la giustizia, l’equità, la solidarietà e il rispetto delle diversità;
  • la memoria della nostra storia, cioè gli ideali della Resistenza, della democrazia dell’antifascismo e dell’identità nazionale ;

Stiamo amministrando Avigliana ispirati da questi valori e principi per noi irrinunciabili che riteniamo fondamento di una società civile e democratica e che ci identificano come espressione politica di centro sinistra.
Occorre la partecipazione e l’impegno di tutti per superare questi momenti così difficili per il nostro Paese. Anche per questo ci rivolgiamo alle cittadine e ai cittadini disposti a impegnarsi al servizio della città e che:

sono stufi di personaggi politici scandalosi, dell’informazione manipolata, dei diritti cancellati, dei furbi, degli evasori, di chi elude il fisco , dell’Italia dove a pagare sono sempre i soliti e dell’Italia che non ha futuro

credono che la forza della democrazia si fondi sul rispetto delle regole , sulla partecipazione, sulle pari opportunità e le parità di genere

vogliono cambiare l’attuale legge elettorale per conoscere e scegliere i propri rappresentanti
pensano sia uno scandalo spendere una montagna di denaro per grandi opere di dubbia utilità anzichè finanziare la sanità, gli ospedali, l’assistenza, la ricerca, la scuola pubblica, la difesa dell’ambiente e le piccole opere utili nei trasporti e nella viabilità per chi si muove per le necessità quotidiane
vogliono un sostegno alle persone in difficoltà con politiche sociali e risorse adeguate
pensano che il piano regolatore debba essere al servizio della comunità

pensano che Avigliana debba continuare ad essere dei suoi cittadini
hanno idee e proposte per il futuro della nostra città

e vogliono costruire un programma elettorale a partire dai seguenti punti:


  • PARCO. LAGHI E CENTRO STORICO COME PATRIMONIO UNICO DI AVIGLIANA

  • STAZIONE AL CENTRO DELLA CITTA’ E SISTEMA FERROVIARIO METROPOLITANO

  • ATTENZIONE E RECUPERO DELLE BORGATE

  • MANUTENZIONE E PICCOLE OPERE , NO ALLE OPERE INUTILI

  • ENERGIE RINNOVABILI PER UN NUOVO MODO DI VIVERE

  • DIFFUSIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE DELLA COMUNICAZIONE

  • PROSEGUIMENTO DELLA RIQUALIFICAZIONE URBANISTICA

  • DIRITTO ALLA CASA

  • SCUOLA E ISTRUZIONE PUBBLICA

  • OSPEDALE E SANITA’ PUBBLICA
  • LAVORO E SVILUPPO INDUSTRIALE TURISTICO AGRICOLO E COMMERCIALE

  • EQUITA’ FISCALE

  • AIUTI AI GIOVANI AGLI ANZIANI E ALLE FAMIGLIE

  • UN NUOVO CENTRO IN UNA CITTA’ VIVIBILE E SICURA

  • AVIGLIANA LUOGO DI INCONTRO E DI CULTURA
Questo comitato opererà con le seguenti regole:

  • Trasparenza e coinvolgimento dei cittadini di associazioni movimenti gruppi e partiti che possano promuovere il comitato chiedendo ai propri iscritti e simpatizzanti di aderire e portare le loro proposte per la discussione del programma elettorale
  • Metodo democratico trasparente e condiviso per la definizione del programma elettorale della scelta della lista e del candidato sindaco
  • Autofinanziamento per rendere autonoma questa proposta elettorale da qualunque condizionamento

 Avigliana, 29 settembre 2011

firmato:
Carla Mattioli, Giuseppe Archinà, Arnaldo Reviglio, Enrico Tavan, Luca Brunatti, Rino Marceca, Rosy Patrizio, Rossella Morra, Renato Rocci, Gianfranco Crosasso, Giuseppe Rotella, Angela Bracco, Silvio Amprino, Piero Garbero



Il primo appuntamento per la creazione del COMITATO AMARE AVIGLIANA  è per mercoledì 12 ottobre alle 21.00 in Sala Consigliare.
Si possono seguire aggiornamenti e sviluppi sul sito www.amareavigliana.it


Tav: arresti, lacrimogeni e altro ancora

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/30/tav-arresti-lacrimogeni-e-altro-ancora/160821/
di Fabio Balocco del 30 settembre 2011

Tav: arresti, lacrimogeni e altro ancora
“Sovversivo” (dal latino “subvertere”, “capovolgere, abbattere”). Forse chi mi ha affibbiato questo appellativo leggendo quanto ho scritto fino ad oggi sulla Tav, intendeva dargli un significato negativo, che invece, come visto,  non ha. I sovversivi in fondo sognano un mondo migliore. E allora aggiorniamo la situazione in valle (di Susa).

Iniziamo con due dati che provengono dagli stessi sindacati della polizia, come sappiamo presente in forze alla Maddalena di Chiomonte. Uno è relativo ai costi della militarizzazione della valle: 90.000 euro al giorno. Niente male per uno Stato che rischia il default… Certo, mi si può obiettare che se la valle non resistesse, se accettasse supinamente la propria insensata distruzione, le imprese potrebbero agire liberamente, magari la trivella sarebbe già all’opera e non ci sarebbe questo surplus di costi. Giusto, ma non è così. La gente vivaddio non accetta passivamente, e che non avrebbe accettato passivamente era notizia ampiamente annunciata.

L’altro dato, che proviene dal Coisp, è relativo ai lacrimogeni usati contro i manifestanti. Lacrimogeni che sarebbero vietati in guerra, ma che verrebbero tranquillamente utilizzati in tempo di pace, come appunto alla Maddalena. Un “arrabbiatissimo” comunicato stampa del 14 agosto scorso diretto contro la casta e i suoi privilegi, così recita al fondo: “Viene voglia di venire sotto Palazzo Madama e Montecitorio,  magari il giorno di ferragosto, e spararvici all’interno i nuovi lacrimogeni in dotazione così si coglierebbero due piccioni con una fava, ovvero si otterrebbe lo sgombero immediato di certi ristoranti da politici mediocri e si testerebbero su quest’ultimi gli effetti dei nuovi artifici lacrimogeni in dotazione alle forze di Polizia, la cui lesività nonostante le numerose interpellanze parlamentari, è sempre stata tenuta nascosta da Lor Signori”.

E veniamo alle due ragazze arrestate. Ci sono i “sovversivi” ed i “pericolosi sovversivi”: questi ultimi vengono arrestati. Elena Garberi e Marianna Valenti avevano partecipato ad una manifestazione fuori del fortino della Maddalena il 9 settembre scorso e avevano forse avuto la sfiga di essere troppo vicine al fortino quando alcuni poliziotti sono usciti dallo stesso… Arrestate. Elena, detta Nina, infermiera, madre di tre figli e volontaria al 118, e Marianna, studentessa. Ambedue incensurate. Difese da due dei legali del pool No Tav, le ragazze sono state scarcerate poi dal Tribunale del Riesame. E’ demagogia ricordare come la Casta neghi l’arresto a persone accusate di associazione per delinquere, corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio, concorso esterno in associazione mafiosa? Mmm, sovversivo e demagogo…

Intanto, grazie a Fabio Fazio, due voci si sono levate contro la Tav addirittura alla Rai ed addirittura in prima serata. Luca Mercalli, da sempre contro la Tav sulla base dei semplici dati (avete mai visto i difensori della Tav replicare ai dati e scostarsi dalla loro difesa di principio “la Tav è strategica”?), ha difeso – nella trasmissione del 18 dicembre – le due ragazze arrestate. Tanto è bastato per scatenare le ire del Partito democratico, per bocca del suo alfiere Sì Tav, on. Stefano Esposito: “Ora Fazio dovrebbe invitare gli agenti feriti o gli operai del cantiere minacciati. Non è possibile che Mercalli faccia l’avvocato dei No Tav con i soldi dei contribuenti.” Evidentemente, l’onorevole Esposito ha la memoria corta e si dimentica come, proprio con i soldi dei contribuenti, l’informazione Rai sulla Tav sia sempre stata a senso unico, senza contare che sempre con i soldi dei contribuenti vanno in onda i telegiornali, e che telegiornali…

Marco Travaglio – nella trasmissione del 25 settembre – detta la sua ricetta per superare la crisi economica del Paese, ricetta che prevede anche l’eliminazione delle spese inutili, e fra queste, proprio la Tav.

Quanto mi dispiace, sapeste, non ritrovare più quella dichiarazione che fece Berlusconi tanti anni fa, quando il debito pubblico dell’Italia era di mooolto inferiore a quello attuale, dichiarazione che affermava che per abbattere il debito bisognava pensare ad eliminare dal calendario un’opera inutile come la Torino-Lione…

Mi piace concludere con una frase di quell’altro sovversivo di Bertold Brecht: “Ci siamo seduti dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti erano già tutti occupati”.



guarda il video

giovedì 29 settembre 2011

Non con i miei soldi

http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/09/29/news/la_campagna_di_banca_etica-22412261/?ref=HREC2-10

LA CAMPAGNA

Banca Etica, "Non con i miei soldi"
Il potere malato dei giochi finanziari

La crisi economica globale non è un caso. Il tema della Finanza Etica avrà il suo spazio al Festival di Internazionale a Ferrara. Stop alla sudditanza della politica verso la finanza, ma anche i cittadini dicano: "Non con i miei soldi"

ROMA - Si chiama "Non con i miei soldi" la campagna di Banca Popolare Etica 1, proposta assieme ad Arci 2. Ed è così che la Finanza Etica si affaccierà al Festival di Internazionale 3 a Ferrara. Domenica 2 ottobre alle 12, presso la Sala dei Comuni del Castello Estense Ugo Biggeri, presidente del primo gruppo bancario italiano interamente dedito alla finanza etica, Peru Sasia, direttore di Fiare 4 (Fondazione spagnola per l'investimento e il risparmio responsabile) e Katharina Beck, direttrice dell'Institute for Social Banking 5  illustreranno lo stato della Finanza Etica in Europa e alcune proposte per contribuire a superare l'attuale crisi finanziaria, economica e sociale.

Un euro da lavoro e 4 da scommesse finanziarie. Tratte dal libro di Luciano Gallino, "Finanzcapitalismo", Einaudi) tratteggiano il quadro della situazione attuale. Con la complicità di una politica sempre più remissiva i mercati finanziari sono cresciuti in modo abnorme. Trenta anni fa le attività finanziarie avevano un valore all'incirca equivalente al PIL del pianeta. Nel 2007 erano quadruplicate: per ogni euro prodotto dal lavoro e dal commercio erano in circolazione quattro euro di debiti, crediti e scommesse finanziarie.
Ancora più grave è la situazione se si considera il sistema finanziario "ombra": in esso circolano miliardi di prodotti finanziari derivati scambiati privatamente e non in mercati borsistici trasparenti. Nel 2007 l'ammontare di questi derivati trattati "over the counter" era stimato per un valore pari a 12,6 volte il PIL del mondo.

Gli effetti di questo predominio. L'egemonia della finanza sull'economia reale sono sotto gli occhi di tutti: dagli anni Ottanta in poi il 10% della popolazione mondiale si è arricchito in modo spropositato, mentre il restante 90% ha dovuto far fronte a redditi sempre più stagnanti. "La politica appare succube dei mercati finanziari - dice Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica ed Etica sgr - . Per questo, Banca Etica con le reti europee della finanza etica, chiede ai Governi di uscire da questo stato di sudditanza, a partire da una regolamentazione più stringente, dal contrasto ai paradisi fiscali e dall'introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie 6 che argini la speculazione senza danneggiare gli investimenti in economia reale.

La complicità dei cittadini.
Ma da oggi la proposta della finanza etica riguarda una presa di coscienza collettiva e chiama in causa anche i singoli cittadini/risparmiatori che troppo spesso oltre che vittime della crisi ne sono anche complici inconsapevoli. Ogni volta che sottoscriviamo un prodotto finanziario - anche un semplice conto corrente o un fondo pensione - guardando solo al rendimento promesso e senza chiederci come i nostri soldi saranno utilizzati, accettiamo di essere parte del sistema che ha condotto l'economia globale in questo stato. Banca Etica propone ai cittadini di farsi qualche domanda in più, per poter dire "Non con i miei soldi".

Gli "indignados" e la finanza etica.
Peru Sasia, direttore di Fiare, racconterà del movimento degli Indignados che in Spagna sta mobilitando migliaia di persone nella richiesta di una politica più responsabile, di un'economia più equa e di una finanza che non massacri la collettività per il vantaggio di pochi ma che offra risorse per l'economia reale. Un movimento la cui strada è strettamente intrecciata a quella della Finanza Etica in un percorso di superamento delle attuali insostenibilità ambientali, politiche economiche.

Il vero potere occulto. "Questa crisi ha ben poco a che fare con l'economia reale, è il frutto del ruolo distruttivo della finanziarizzazione dell'economia - dice Paolo Beni, presidente di Arci - . La finanza è il vero potere occulto, in balia di speculatori che decidono quali economie salvare e quali affondare, che attaccano la sovranità degli stati e quindi la democrazia. La crisi non è un incidente di percorso, non ha intaccato il blocco di potere rappresentato dalle banche, per il cui salvataggio sono stati bruciati, dal 2008, molti miliardi di dollari.

L'unica vera autorità è la BCE. L'unica vera autorità europea è ormai la Bce, mentre i governi, succubi dei poteri finanziari, scelgono di scaricare i costi della crisi sui più deboli. Bisogna cambiare rotta, uscire dalla crisi con un diverso modello di sviluppo che punti alla riconversione ecologica dell'economia, alla qualità e sostenibilità delle attività produttive, ai beni pubblici e sociali".
(29 settembre 2011)

martedì 27 settembre 2011

La casta lavora per impedire l'ingresso del MoVimento 5 Stelle in Parlamento - Movimento 5 Stelle Piemonte

La casta lavora per impedire l'ingresso del MoVimento 5 Stelle in Parlamento - Movimento 5 Stelle Piemonte:

ohccacchiomocheffaccio?!?!?!?!?

Di Davide Bono

Sto seguendo da un po' la questione dei referendum cosidetti per la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale. Ho scoperto con curiosità che c'è molta confusione anche tra le fila del MoVimento 5 Stelle sulla questione ed in molti ci chiedono se raccogliamo le firme. Eppure il blog di Grillo ed anche Travaglio ne hanno parlato spesso. Noi non sosteniamo il referendum Parisi-Veltroni-Segni e vi spiego il perchè, anche se con nomi così qualche dubbio dovreste avercelo.

1. Il referendum abrogativo della legge Calderoli dovrebbe (ovviamente in un paese democratico) essere inaccoglibile perchè creerebbe una vacatio legis, cioè abolirebbe la legge elettorale attuale senza ripristinare il Mattarellum che non esiste più.

2. Se anche accogliessero un referendum inaccoglibile, ripristinando dalle ceneri il Mattarellum (e vedremo che ci stanno lavorando) cioè il vecchio sistema misto maggioritario 75% con collegi uninominali e 25% proporzionale, provocherebbero un innalzamento dello sbarramento per i piccoli gruppi senza reintrodurre se non in minima parte le preferenze, anzi allontanando ancora di più le candidature dal controllo dei cittadini.

riprendo dalla lista di Rovigo:

Il sistema Mattarella è un sistema elettorale misto: maggioritario a turno unico con collegi uninominali per la ripartizione del 75% dei seggi parlamentari unito per il rimanente 25% dei seggi assegnati al recupero proporzionale dei più votati non eletti per il Senato attraverso un meccanismo di calcolo denominato "scorporo" e al proporzionale con liste bloccate e sbarramento del 4% alla Camera.

Al di là del fatto che questo sistema misto comporta alleanze obbligate con tutti i partiti per vincere nei collegi uninominali e slegate da ogni convergenza programmatica, non comporta se non in minima parte la reintroduzione delle preferenze: Veltroni, con l'aiuto di Di Pietro e Vendola, vuole ritornare al mattarellum ed avere così rappresentato un solo candidato di coalizione (nemmeno più di partito) che, come sempre, non sarà deciso a livello locale.

Non fatevi imbrogliare dalla questione della possibilità per i cittadini di poter tornare a decidere liberamente, i collegi blindati saranno sempre appannaggio dei soliti noti. I collegi sicuri spettano ai "pezzi grossi" anche se non sono del posto e magari tu vorresti essere rappresentato da uno dei tuoi.

Nessuna possibilità per chi si pone fuori dalle coalizioni perchè il maggioritario con collegio uninominale secco punisce i piccoli e li penalizzerebbe come risultato elettorale.

Se una forza non in coalizione prendesse il 4 % dei voti, con l'attuale legge avrebbe 28 parlamentari, col mattarellum 8" , tra l'altro solo nei collegi più grandi.

3. Tutti questi numeri ovviamente diminuiscono ancora se diminuiscono i membri del Parlamento. E' per questo che sembra si stiano accordando per ridurre davvero il numero dei parlamentari, innalzando artificiosamente lo sbarramento nelle quote proprozionali più il collegio è piccolo.

4. ma non finisce qui! gira voce che Bersani abbia depositato la proposta di legge 4545 in cui sarebbe proposta l'adozione di un doppio turno alle politiche con un quorum del 10%, con in più la delega al governo per la determinazione dei collegi uninominali. Peccato che se andate sul sito della Camera il testo di tale legge, pur depositato a luglio 2011, dal titolo "Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, in materia di elezione della Camera dei deputati, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione del Senato della Repubblica, nonché delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali" non è stranamente consultabile. Sarà un caso?

Il Pd, il partito delle cooperative rosse, dei poteri finanziari, dei grandi costruttori sta lavorando per non dare una rappresentanza elettiva a tutti quelli che non abboccano più alle sirene del Regime sistematico, per far voltare la protesta popolare, pacifica ed intelligente del Paese (dalla Valsusa alla Sicilia), in una violenza diffusa da poter reprimere agevolmente, magari nel sangue, col consenso del gregge disinformato (come avvenne nei '70).

Sta a noi smascherare tutti i loro giochetti e non abboccare alle provocazioni, così come si fa con i bulletti. Ricordiamoci infatti che chi fa delle porcate, è un porco. Ma i porci sono ingrassati dai loro padroni. E' nei trogoli che li nutrono che bisogna cercare, per poi chiudere i rifornimenti. I trogoli vanno chiusi, ripeto i trogoli vanno chiusi

27 sept Overshoot Day

27 sept, Overshoot Day
Oggi è il giorno del 2011 in cui esauriamo le risorse che la terra ci ha messo a disposizione durante l'anno. Da domani cominceremo ad usare quelle dei nostri figli. In altre parole si potrebbe dire che quest'anno abbiamo rubato due mesi di vita alle future generazioni.
E' l'Overshoot Day, l'annuale funerale della terra, che cade immancabilmente qualche giorno prima dell'anno precedente. Questo succede da circa 35 anni.
Generalmente seguono sui blog italiani ampie traduzioni critiche di questo articolo, quindi non mi cimento. Se interessati, inserirò nei commenti quelli di cui verrò a conoscenza.


domenica 25 settembre 2011

Chi mente sulla Tav?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/25/chi-mente-sulla-tav/159950/

di Ivan Cicconi      25 settembre 2011


Chi mente sulla Tav?
 
 
Due donne incensurate, Nina e Marianna, sbattute in galera per avere protestato, con la voce e a mani nude, contro la grande opera voluta da Dio, le infrastrutture per il Tav Torino-Lione. Il reato contestato: porto abusivo di una mascherina antigas.

Luca Mercalli ha provato sulla televisione del servizio pubblico a segnalare la sproporzione di questo arresto “in confronto con i blandi provvedimenti riservati a delinquenti mafiosi, truffatori, corruttori e politici che violano le più elementari norme dello Stato”. Un solo minuto di considerazioni, e “i sacerdoti del Pd e del Pdl sono esplosi nella loro condanna inquisitoria”.

Il 23 settembre, il procuratore capo di Torino, personalmente presente in udienza, aveva reiterato la richiesta della custodia cautelare in carcere, il giudice l’ha respinta disponendo però gli arresti domiciliari per Nina e l’obbligo di dimora per Marianna.

Le donne protestavano contro un’opera sulla quale la Comunità montana della Valdisusa e Valsangone ha prodotto un esposto, settembre 2010, a diverse Autorità, fra queste l’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (Avcp). La Comunità contestava la legittimità della procedura speciale messa in atto da Ltf, segnalando che “risulta agli scriventi che l’opera, nel 2006, a seguito dei gravi incidenti verificatisi a Venaus nel dicembre 2005, sia stata stralciata dall’ambito di applicazione della legge obbiettivo”.

L’Avcp, 4.5.2011, risponde in questo modo: “Ltf, alla quale sono state richieste informazioni e documentazione, in relazione al riferimento delle procedure alla legge obbiettivo ha richiamato le precisazioni ricevute dalla Struttura Tecnica di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha evidenziato l’assenza di provvedimenti con i quali sia stato esplicitamente revocato l’inserimento dell’opera nel programma delle infrastrutture strategiche”.

Dopo le drammatiche vicende del dicembre 2005, il governo Berlusconi prima e il Governo Prodi poi, sia i primi ministri che i ministri competenti, hanno pubblicamente e ripetutamente dichiarato che la Torino-Lione era stralciata dal perimetro di applicazione della legge obbiettivo. Le dichiarazioni pubbliche però trovano anche un riscontro formale in una sentenza della VI Sezione del Consiglio di Stato (sentenza n. 4482 del 23.8.2007), con la quale i Giudici hanno dichiarato “improcedibile per cessata materia del contendere” il ricorso, che all’epoca venne proposto dalla Comunità Montana Bassa Valle di Susa e Val Cenischia, “nel presupposto che il progetto per la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione, approvato dal Cipe con la delibera 113/2003, sia stato stralciato dall’ambito applicativo della legge 443/2001 e ricondotto nell’alveo delle procedure ordinarie ex art.81 del Dpr 616/1977″.

Nel 2007 ministro alle Infrastrutture era Antonio Di Pietro, al quale è riconducibile l’informazione fornita ai Giudici del Consiglio di Stato. Oggi il ministro delle Infrastrutture è Altero Matteoli, al quale è riconducibile l’informazione fornita all’Avcp. Non possiamo dire se per colpa o dolo ma uno dei due ministri, o chi per loro, ha certamente mentito, e stiamo parlando non di una mascherina ma di un’opera che peserà nelle tasche degli italiani per oltre 18 miliardi di euro.

Segnalo “il fatto” al procuratore di Torino, nella speranza che il suo rigore e la sua solerzia sulla mascherina antigas trovi riscontro anche nell’accertamento di un falso in atto pubblico relativo a un’opera che dovrebbe pesare nelle tasche degli italiani oltre 18 miliardi di euro.

Nell’attesa, per quanto vale, ma sono certo che in tanti sono con me, sottoscrivo in toto le dichiarazioni di Luca Mercalli e spero che le misure restrittive a Nina e Marianna vengono quanto prima revocate.

succede ad Avigliana

http://www.notav.org/article5667.html

barbabuch ha scritto
"

Avigliana, settembre, mattina presto.
Una donna si sveglia e, come tutte le mattine, si prepara per andare al lavoro. Non sa che sta per fare un brutto incontro, di quelli che trasformano un normale risveglio in un incubo. Scende in cortile, accende il motore dell'automobile e apre il cancello automatico . La signora ha un cane, poco più che un cucciolo, sebbene di taglia robusta. Fuori, ancora distante, nota un uomo che, in tuta ginnica, sta correndo. Probabilmente si sta allenando. Risale in auto ed il cane, che non lo aveva mai fatto, esce dal cancello e, abbaiando, corre verso il runner. La donna scende dall'auto per richiamarlo. L'uomo, intanto, si è fermato. Il cane anche.





 Dopo qualche istante, l'uomo si rimette a correre, e così il cane, dietro di lui. La signora richiama ancora il cane, e lo fa rientrare. Il cancello si richiude e lei sta per partire, ma l'uomo in tuta torna sui suoi passi e le si avvicina. E' grande e grosso, ha l'aria stravolta, ed è molto teso. Si mette a sbraitare e si qualifica: è un poliziotto. "Residente al Ninfa Hotel", specifica. "Io la denuncio!" minaccia. "Il suo cane mi ha ringhiato. La prossima volta lo abbatto con un pugno in testa!". A nulla valgono il tono pacato con cui la donna, pur visibilmnte spaventata, ribatte. E nemmeno l'osservazione che il cane è un cucciolo, è rientrato e non è successo niente. Dopo altre minacce, finalmente, l'uomo in tuta se ne va per la sua strada. Attraverso il cancello, la signora accarezza il suo cane e gli sussurra: "Fai il bravo, che questi vogliono metterci  tutti in prigione, anche i cani!".

venerdì 23 settembre 2011

facile parlar di scuola!

http://www.repubblica.it/scuola/2011/09/22/news/paritarie_alunni-22068691/?ref=HREC2-8

Scuole paritarie, salta tetto minimo
Pochi alunni, insegnanti in nero

Con una circolare, il ministero dell'Istruzione autorizza l'apertura di corsi con meno di 8 alunni. La normativa della scuola statale impone limiti molto più rigidi. E così nelle private si avalla di fatto l'utilizzo di docenti sottopagati

Le scuole paritarie potranno osare quello che è vietato alle statali. Mentre il lavoro nero nelle scuole è in aumento, una recente circolare del ministero dell'Istruzione consentirà alle private di formare classi con meno di 8 alunni. Due aspetti che soltanto apparentemente sono separati. Ma andiamo con ordine. L'altro ieri, sul sito del ministero dell'Istruzione è comparsa la circolare numero 4334, datata 24 giugno, che ha per oggetto "scuole paritarie: numero minimo di alunni per classe". Il direttore generale Carmela Palumbo spiega che il Tar Lazio, con due diverse sentenze del 2009, ha annullato la disposizione introdotta nel 2007 dal ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, relativa al requisito del numero minimo di alunni per classe per il riconoscimento della parità scolastica.

Il decreto varato da Fioroni quattro ani fa prevedeva che, all'atto della richiesta di parità, "il gestore o il rappresentante legale della gestione" dichiarasse "l'impegno a costituire corsi completi e a formare classi composte da un numero di alunni non inferiore ad 8, per rendere efficace l'organizzazione degli insegnamenti e delle attività didattiche". La normativa riguardante le classi della scuola statale prevede limiti minimi completamente diversi: 18 alunni per classe nella scuola dell'infanzia e alla media, 15 alla primaria e addirittura 27 al superiore.

Nel 2008, alcune associazioni di scuole non statali  -  Aninsei, Fiinsei, Filins  -  si sono rivolte ai giudici amministrativi chiedendo la cancellazione del comma in questione. L'anno dopo, nel 2009, il Tar si è espresso a favore dei gestori delle paritarie. Ora, visto che il ministero dell'Istruzione non si è appellato, le due sentenze sono passate in giudicato e "considerata la necessità di dare ottemperanza al giudicato formatosi sulle predette sentenze", il ministero invita i direttori regionali a tenere conto "in sede di riconoscimento della parità scolastica, dell'annullamento" della lettera f, comma 6, dell'articolo 1 del decreto ministeriale 267 del 2007: quello che prevedeva la formazione di corsi completi e con classi di almeno 8 alunni.

Quest'ultimo parametro era stato imposto perché, con un numero inferiore di alunni per classe, le rette richieste ai genitori non consentono ai gestori di pagare neppure gli insegnanti. Del resto, sono tantissime le denunce di docenti di scuole paritarie che lavorano per il solo punteggio, senza nessuna retribuzione o con un compenso risibile. Ieri mattina, l'Istat ha pubblicato i dati sulla "misura dell'occupazione non regolare nelle stime di contabilità nazionale": il cosiddetto lavoro nero. Fra le attività economiche che si avvalgono di lavoro nero c'è anche l'istruzione, dove gli occupati dipendenti irregolari sono in aumento: più 10,5 per cento dal 2008 al 2009. Un dato che è presumibilmente da associare alle sole scuole non statali, visto che quelle pubbliche non possono avvalersi di insegnanti "irregolari".
(22 settembre 2011)

giovedì 22 settembre 2011

La procura di Torino

il video di Cancelli sul Tav e l'operato della Procura di Torino


Capitolo 4 – La vera storia della Tav

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/22/il-libro-nero-dellalta-velocita-capitolo-4-la-vera-storia-della-tav/159181/
22 settembre 2011

Il libro nero dell’alta velocità   di Ivan Cicconi

Capitolo 4 – La vera storia della Tav 

Ci sono tutti. Tutti i grandi costruttori di ieri e di oggi. La spartizione del gigantesco affare dell’Alta velocità, sancita nel 1991 in un tavolo trinagolare tra imprese private, imprese statali e cooperative, con la costruzione delle nuove linee ferroviarie affidata senza alcuna gara, resiste da vent’anni. Nel quarto capitolo di “Il libro nero dell’Alta velocità”, Ivan Cicconi ci offre l’elenco completo dei protagonisti di un affare che è costato al contribuente 5-6 volte le stime di partenza: “Le coop bianche con il Consorzio CER recuperate nel Consorzio COCIV; le coop rosse nei consorzi IRICAVUNO e CEPAVUNO e con l’immancabile CMC di Ravenna nel Consorzio CAVET; le imprese dei Cavalieri di Catania, già sospettati negli anni ‘80 di rapporti con Cosa Nostra, nel Consorzio CAVTOMI con il Cavalier Costanzo e nel consorzio CEPAVUNO con il Cavalier Rendo; non poteva mancare, anzi, il cavaliere siciliano della Milano da bere Salvatore Ligresti, in ben due Consorzi, il CAVET ed il COCIV; ovviamente erano presenti tutte le imprese delle grandi famiglie di costruttori associate all’ANCE, dai Caltagirone ai Lodigiani, dai Todini ai Salini, dai Del Favero ai Girola, dai Manzi ai Pizzarotti, dai Del Prato ai Fioroni, dai Federici ai Recchi, sparse in tutti e sette i Consorzi; infine, insieme a Snam Progetti e Iritecna, altre tre imprese di Stato che facevano sempre capo ad ENI ed IRI“.

Sono ancora in sella anche i manager protagonisti o testimoni della gigantesca bugia che viene perpetuata da anni: quella secondo cui l’Alta velocità, con un costo proiettato verso i cento miliardi di euro, fosse per il 60 per cento a carico dei capitali privati, che sarebbero stati rimborsati con i proventi del servizio. Di fatto oggi i treni Frecciarossa non sono in grado di ripagare, con la vendita dei biglietti, neppure gli interessi sul debito accumulato. E nel frattempo il costo delle nuove linee è stato completamente accollato allo Stato. Scrive Cicconi: “Tutti i manager di queste stesse aziende pubbliche, che hanno gestito, sostenuto o non si sono accorti della “bugia” che per molti anni ha coperto una “truffa” ai danni dell’UE, dello Stato e delle future generazioni, i vari Incalza, Maraini e Moretti, per citare solo i più noti, se non conservano il loro posto sono stati premiati con incarichi ancora più importanti. Così è avvenuto con l’amministratore delegato di TAV SpA Ercole Incalza e col presidente di Italferr-SIS.TAV SpA Emilio Maraini, scelti dal ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi come bracci operativi per le grandi opere.

Nel 2010 Incalza è ai vertici del ministero delle Infrastrutture come capo della struttura tecnica di missione per le grandi opere, e Maraini rappresenta FS nell’Unione Internazionale delle Compagnie ferroviarie, senza disdegnare la presidenza di una società pubblica, Metronapoli SpA, e di una società di ingegneria privata Italsocotec SpA. Così è avvenuto con Mauro Moretti, promosso amministratore delegato della holding FS SpA dal governo Prodi nel 2007 e confermato dal governo Berlusconi nel 2010, il quale si autoassegna anche le poltrone di Presidente di Italferr SpA e di Grandi Stazioni SpA, controllate dalla stessa holding, a garanzia che il controllore ed il controllato siano esattamente la stessa persona”.

Il libro nero dell'alta velocità cap4

mercoledì 21 settembre 2011

Lettera aperta a Gian Carlo Caselli

http://www.beppegrillo.it/2011/09/lettera_aperta_a_gian_carlo_caselli/index.html

Lettera aperta a Gian Carlo Caselli

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"Spettabile Gian Carlo Caselli,
lei è considerato un eroe nazionale da una parte dell'opinione pubblica nazionale, e io credo assolutamente a ragione, per il coraggio con cui ha combattuto in prima persona la mafia negli anni novanta in qualità di Procuratore della Repubblica a Palermo. La mia stima nei suoi confronti è stata espressa più volte in questo blog. E' per questo che non capisco la decisione della Procura di Torino di incarcerare due donne incensurate per aver manifestato contro un'opera inutile come la TAV. Nell'udienza di ieri lei, insieme al Pm titolare dell'inchiesta, Nicoletta Quaglino, ha chiesto la conferma della custodia cautelare di Elena Garberi in carcere insieme a Marianna Valenti dal 9 settembre per resistenza e violenza a pubblico ufficiale nel cantiere di Chiomonte. Elena, detta Nina, è infermiera, madre di tre figli e volontaria al 118 e si trovava sul posto con una maschera antigas per soccorrere i feriti, le è stato attribuito il reato di "concorso morale", a Marianna vengono contestate le lesioni perché nella fuga "avrebbe provocato una distorsione a un funzionario della polizia facendolo cadere". Queste le informazioni a mia disposizione e riportate dalla stampa. Lo dico sinceramente, sono sgomento. Lo sono perché in un Paese in cui dei ministri possono chiedere la secessione senza rischiare l'arresto, dove viene negata l'incarcerazione di Cosentino e Tedesco, due donne incensurate vengono sbattute in galera come due pericolose criminali. Previti è rimasto in carcere per un paio di giorni, loro sono in una cella da una settimana. Che lei lo voglia o meno, queste incarcerazioni sono un messaggio all'opinione pubblica: "la TAV si ha da fare e chi si oppone sarà punito con l'applicazione del Codice senza alcuna attenuante". Lei sa, non può non saperlo, che la TAV costerà 22 miliardi, che sarà terminata tra 15 anni, che il traffico merci che transita nella Val di Susa è in costante diminuzione e che la popolazione valsusina nella sua grande maggioranza è contraria, per me giustamente, a un'opera che devasterà la valle in modo irrimediabile. Spesso mi sono interrogato su questa ostinazione che dura da vent'anni nel volere la TAV ad ogni costo da parte della politica e sul muro impenetrabile costruito dall'informazione sulle ragioni dei valsusini. Non ho ancora trovato una risposta, forse lei, con i mezzi che ha a sua disposizione potrà trovarla. La cosa peggiore che potrebbe succedere è trasformare le istanze legittime di una popolazione in un problema di ordine pubblico, senza neppure discuterle, anzi soffocandole. I valsusini sono isolati dalle Isitituzioni, dall'informazione, dai partiti, dalla Confindustria, dal Governo, per questo motivo "ho deciso di sedermi dalla parte del torto perché dalla parte della ragione i posti sono già tutti occupati". Con immutata stima." Beppe Grillo.

Il purgatorio ci attende

In questo articolo molto pessimista l'autore, Franco Berardi, assegna ai movimenti il compito di: "creare (dentro l'insurrezione o piuttosto accanto, in parallelo) le strutture conoscitive, didattiche, esistenziali, psicoterapeutiche, estetiche, tecnologiche e produttive che potranno dare senso e autonomia a un processo in larga parte insensato e reattivo."...
Credo che il compito in questione sia veramente arduo ma forse, come dice un altro vituperatissimo (in questi giorni) rappresentante televisivo del movimento NoTav, varrebbe la pena iniziare a prepararsi...

martedì 20 settembre 2011

Secessione, Presidente intervenga

Nello schifo politico italiano, un fatto è veramente clamoroso. L'atteggiamento inaccettabile del ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, e di tutta l'opposizione parlamentare (e parte di quella non parlamentare), che prontissimi (PD in testa) a scatenare sterili e pretestuose polemiche, sulla libertà di espressione alla RAI (leggi Mercalli e il Tav Torino-Lione), tacciono con complicità rispetto alle dichiarazioni di scessione di ministri della Repubblica, leghisti, e fanno caricare le persone con il tricolore in mano!
E' davvero la cosa più vergognosa!
Il senso del ridicolo che parte della classe politica italiana ha raggiunto non è più accettabile.

da:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/20/signor-presidente-in-questo-momento-che-e-il/158613/

Secessione, Presidente intervenga 

di Furio Colombo 
20 settembre 2011


Signor Presidente, in questo momento, che è il peggiore della storia repubblicana, mi rivolgo a lei, certo di farlo a nome di moltissimi italiani, perché Lei è il capo di uno Stato ferito a morte e resta l’unico riferimento, l’Istituzione, ma anche la persona, a cui i cittadini guardano senza sarcasmo.

La tempesta che si sta scatenando su tutto il mondo industriale colpisce, in Italia, un Paese alla deriva, privo di governo, preda di corruzione e ricatti, travolto da conflitti autogenerati nei punti cruciali di raccordo delle sue istituzioni. Tutti i Paesi ricchi possono essere preda di speculazione. L’Italia è una preda inerte. Lei, Signor Presidente, non può contare – se fosse convocato il Parlamento – su una maggioranza politica, motivata, coerente. Essa è scomparsa, come hanno dimostrato ripetute prove elettorali e referendarie, ed è stata sostituita, nelle due Camere, da nuovi membri acquistati, volta per volta e voto per voto. E dunque ciò che presentano oggi come maggioranza non corrisponde al consenso che, nel 2008, aveva legittimato il governo. Lei, in Parlamento, avrà di fronte deputati e senatori che non sono pro o contro qualcosa. Sono a disposizione di una persona ricca e malata. Si sono dati l’unico compito di esultare e applaudire in piena tempesta, un uomo spaventato, incapace e inseguito da pesanti ricatti.

L’ultimo ricatto, forse persino più grave di quelli che trapelano dalle inchieste giudiziarie, è il ricatto di una parte politica, la Lega Nord che controlla tre importanti ministeri, tra cui il ministero dell’Interno e – allo stesso tempo – dichiara apertamente di lavorare alla secessione contro la Repubblica “unica e indivisibile” (art. 5 della Costituzione) e fa sequestrare dalla polizia italiana il tricolore, strappandolo dalle mani di cittadini che volevano testimoniare il legame con il loro, il nostro Paese. A quei cittadini sono state rivolte minacce e insulti di immensa volgarità in una piazza italiana alla presenza e con il concorso di importanti ministri del governo italiano. Signor Presidente, la irresponsabile farsa che l’Italia è costretta a vivere, tra ricatti e malavita che assediano il presidente del Consiglio, mentre un partito di governo esprime il suo disprezzo per la Repubblica e la tempesta economica si fa ancora più grave per mancanza di guida, molti italiani pensano che solo Lei possa prendere un’iniziativa legittima e condivisa. Ma gliela chiedono subito. Il silenzio è la porta accanto al buco nero del disastro.

Il Fatto Quotidiano, 20 settembre 2011

LA VERITA' SULLA LINEA LOW COST DELL'ARCH. VIRANO

LA VERITA' SULLA LINEA LOW COST
DELL'ARCH. VIRANO


IL COMMISSARIO VIRANO DICE CHE LA BOZZA DI ACCORDO SULLA “ LOW COST”
FA RISPARMIARE ALL’ITALIA 400 MILIONI : IN REALTA’ QUESTA SOLUZIONE
COSTA ALL’ITALIA UN MILIARDO DI EURO IN PIU !!
La parte internazionale della Torino Lione , cioè quella in cui Italia e Francia si dividono le spese, era di 84,1 Km nell’ultimo progetto presentato, recentemente passato al CIPE.
Se vanno in porto i nuovi accordi, si ferma a Susa al Km 61, al massimo al Km 62 .
Si tratta di 22 Km in meno, che passano dalle casse comuni Italo Francesi, magari con un piccolo contributo UE, a quelle esclusivamente italiane.
Quanto vale questo taglio ?
Virano nel suo discorso all’assemblea della Unione Industriale di Torino il 28 giugno 2010, aveva dato un costo di 120 miliardi al Km. In realtà, se dividiamo 8,1 miliardi del costo che ci viene dato, per i 62 Km di tracciato, si arriva a 130 Milioni di Euro al chilometro.
Il costo della tratta cancellata dalla competenza comune che va dalla interconnessione di Susa alla interconnessione di Chiusa è quindi di 22 Km x 130 ME = 2, 860 Miliardi di euro.
La parte francese del 37% ( che ora non devono più pagare ) vale ( o valeva ) 1,058 miliardi di euro !
Se facciamo il 41,5% al costo di 120 milioni al Km arriva a 1,100 miliardi .
E questo per la Francia è tutto un risparmio, mentre per l’ Italia è tutto un costo in più.
Però Virano dice che i Francesi sono passati sulla parte che resta tra St Jean de Maurienne a Susa dal 37 % al 40,8 % e che questo ci fa guadagnare 388 milioni.
Il commissario non dice però chei dovremo realizzare in più la interconnessione con la linea storica tra Susa e Bussoleno, un’opera enorme, gemella di quella tra Chiusa e Avigliana che però dovrebbe diventare presto del tutto inutile quando si passerà alla fase 2, cioè la costruzione del tunnel dell’Orsiera .
Che i francesi non vogliono partecipare perchè fa parte delle “ variazioni”del progetto italiano,
e che il costo di questa non è molto inferiore al preteso risparmio.
Bisogna anche ricordare che la prevista approvazione da parte della commissione intergovernativa CIG, non è assolutamente quanto era stato chiesto dalla Unione Europea. La CIG non ha alcun potere di stanziare somme e quello che la Unione Europea vuole, è un impegno degli stati per il finanziamento della costruzione, che venga ratificato dai rispettivi parlamenti, e che, all’atto del finanziamento, era stato messo in calendario per il giugno 2008.
Quindi, anche su questo fronte, nulla di fatto e dei tre punti chiave imperativamente richiesti dalla UE ad inizio 2011, nessuno si è concretizzato.
L’accordo non c’è, il cantiere della Maddalena non ha iniziato i lavori di scavo e non c’è ancora l’appaltante, visto che la CMC è sparita dall’orizzonte. Manca anche la approvazione del preliminare delle parti solo nazionali. L’ Italia ha presentato il progetto ed ora ha una fumosa approvazione del CIPE senza la fissazione della spesa, che è il punto cardine del suo ruolo, ed in più, con le variazioni fatte, è impossibile che quel progetto possa essere ritenuto ancora valido.
Meno male che la Francia è peggio, perché doveva presentare il progetto nazionale a giugno ma non se ne è saputo più nulla !

Mario Cavargna 18 settembre 2011

lunedì 19 settembre 2011

dichiarazione di non-voto

funzionerebbe una iniziativa del genere?
una "dichiarazione di non-voto" che reciti grosso modo: << io non voterò PD perché Stefano Esposito ne è un esponente >>.
a qualcuno fregherebbe sapere che molti degli 80mila voti valsusini non andranno al PD anche per questo motivo?

Mercalli e il Tav da Fazio

il link al video di Mercalli sul Tav da Fazio


http://www.veoh.com/watch/v21370279ezTtXXeB

Berlusconeide

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/16/bari-inchiesta-sulle-escort-le-intercettazioni-e-gli-interrogatori/157988/

Tarantini: prostitute a Berlusconi
per conquistare appalti pubblici
Il rapporto della Guardia di Finanza di Bari descrive il sistema dei festini nelle case del premier: l'imprenditore "investiva" in ragazze sfruttando le debolezze del presidente del consiglio. Le carte descrivono sesso di gruppo, giri di soldi, promesse di carriera in tv e la spasmodica ricerca di nuove "reclute" disposte a concedersi
Un presidente del consiglio vittima delle proprie debolezze, di cui cercano di approfittare in tanti, primo fra tutti l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. Che afferra al volo l’opportunità che gli si presenta: per ingraziarsi Silvio Berlusconi bisogna procurargli ragazze a pagamento, giovani, bellissime, vestite in modo giusto. Disposte a concedersi, anche in gruppo, a un uomo di settant’anni. Un modo sicuro per entrare nel giro che conta e ottenere dei vantaggi in termini di contatti e affari.


Quasi una circonvenzione d’incapace che porta Tarantini a ottenere la presentazione ai vertici della Protezione civile e a far entrare quello che il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari definisce il suo “comitato d’affari”, composto dai due imprenditori dalemiani Enrico Intini e Roberto De Santis. Nei sogni di Gianpi c’è anche un seggio al Parlamento europeo. Da ottenere, come dimostrano numerose intercettazioni, a suon di escort “regalate” a Berlusconi. E’ il quadro che emerge dall’informativa della Finanza che ha fatto esplodere il “caso escort”, che mette in serio imbarazzo il capo del governo.

E’ lo stesso Tarantini ad ammetterlo nell’interrogatorio del 29 luglio 2009: ”Io ho voluto conoscere il presidente Berlusconi e a tal fine mi sono sottoposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse verso il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo”. Per lui è un investimento notevole: l’imprenditore retribuisce le ragazze, anche a mille euro per volta, paga i viaggi e i pernottamenti in albergo per l’”avvicinamento” alla residenza berlusconiana prescelta, da Roma a Milano alla Sardegna. Tanti soldi, che evidentemente conta di far fruttare parecchio.

Tutto comincia al matrimonio di una parlamentare del Pdl, Elvira Savino, dove Berlusconi è testimone Tarantini è ospite. Tarantini ottiene il numero di telefono del premier e butta lì: “Quando vuole organizziamo una cena”. Il primo contatto telefonico è del 19 settembre 2008. Succede per caso: il presidente vorrebbe chiamare un’altra persona, ma per errore preme il tasto del cellulare sul numero di Tarantini, che aveva in rubrica dal giorno del matrimonio. L’imprenditore coglie la palla al balzo e torna alla carica con la “cena”. Il presidente si mostra ben disposto. Chiusa la conversazione, Tarantini si dà immediatamente da fare e mette insieme la prima carovana.

Il 23 settembre l’imprenditore porta a Palazzo Grazioli nove ragazze, tra le quali Terry De Nicolò e Carolina Marconi, bellissima del “Grande fratello” per il quale il presidente del Consiglio dimostra di avere un debole. Alla festa partecipano tra gli altri Carlo Rossella, presidente di Medusa distribuzione, e Fabrizio Del Noce, direttore di Rai Uno. Berlusconi li ha invitati apposta, annota la Guardia di finanza, “così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare”, si legge in un’intercettazione. “Sono persone che possono far lavorare chi vogliono… ecco quindi le ragazze hanno idea di essere di fronte a uomini che possono decidere del loro destino”. A fine serata, tre ragazze si intrattengono in camera da letto con il presidente del consiglio.

Visto l’ottimo risultato del debutto, Tarantini capisce di avere imboccato la strada giusta per tenere in pugno l’uomo più potente d’Italia. La Guardia di finanza descrive infatti “un susseguirsi di contatti e telefonate con il Presidente Berlusconi, palesemente ordito nel tentativo di coinvolgerlo in nuove serate in compagnia di giovani e disponibili donne, che per il Tarantini si sarebbero tradotte, invece, in proficui incontri con chi, secondo lui, avrebbe potuto sostenere i suoi (e dei suoi soci baresi) progetti d’affari”.

Il contenuto delle intercettazioni (solo una piccola parte di quelle raccolte nell’inchiesta) e degli interrogatori rende chiari il motivo per cui il presidente del consiglio ne temeva la pubblicazione, fino a immaginare un blitz parlamentare per approvare in temi rapidissimi la “legge bavaglio” sulla pubblicazione degli atti d’indagine.

“Dobbiamo trovare un troione”

In data 23.09.2008, alle ore 10:38, Gianpaolo TARANTINI, in compagnia di Francesca Garasi, la invitava a contattare, usando il suo telefono, tale Giulia identificata in Giulia Mascellino, al fine di invitarla a partecipare alla cena organizzata per la sera. Prima che Giulia potesse rispondere Tarantini diceva alla Garasi: “Dille “vuoi venire ad una cena importante?”". Infatti la Garasi formulava a Giulia l’invito, aggiungendo che la cena si sarebbe tenuta “…con…il bel Presidente”. Alle ore 10:43 Tarantini chiamava la Semeghini per darle indicazioni – come avrebbe fatto in ogni successiva occasione di incontro con il Presidente – su cosa indossare in occasione della cena, disponendo “allora, per l’abbigliamento, diciamo che a quello gli piacciono i vestiti corti”, oltre che per rammentarle di evitare di reclutare ragazze che fossero in contatto con la Beganovic “lui mi ha detto assolutamente non del giro di Sabina”, comunque disponibili ad ogni tipo di approccio “dobbiamo trovare una troiona”. E la Semeghini sembrava aver capito il senso della raccomandazione “eh…lo so…adesso vedo mi prodigo”.

“Prendiamole basse perché noi non siamo alti”

Il 5 ottobre 2010 il presidente del Consiglio chiede a Tarantini di portargli ragazze non troppo alte. Sono le 11.53 e i due organizzano la serata. Berlusconi: “Se tu hai una ragazza da portare, due ragazze, tre ragazze da portare…”, Tarantini: “Sì…sì, sì, sì….”, Berlusconi: “per favore non pigliamole alte come fa questo qui dì Milano, perché….”, “noi non siamo alti”, “devono essere tutte come la Graz…come la Graziana! (Capone – ndr)”, Tarantini: “va bene, io ne porto un paio, due o tre ne porto!”

L’occorrente per passare la notte a Palazzo Grazioli

Le ragazze che passavano la notte a palazzo Grazioli erano “foraggiatissime”. Lo dice il premier Silvio Berlusconi nel corso di una telefonata con Giampaolo Tarantini. Un modo di dire che, secondo la Guardia di Finanza, allude al fatto che “era stato dato loro il necessario”. La telefonata è del 17 ottobre 2010, alle 18.44 e a chiamare è il capo del governo. “Riferendosi alle ragazze che hanno trascorso la notte a palazzo Grazioli – riassume la Gdf – tra l’altro, sottolineava: ‘guarda che hanno tutto per pagarsi tutto da sole queste qua eh’, alludendo, evidentemente al fatto che era stato dato loro il necessario. Motivo per cui Tarantini non doveva sentirsi obbligato a corrispondere loro alcunchè”. Tarantini risponde così: “Si, ma stia tranquillo, presidente, non c’è problema”. E Berlusconi aggiunge: “Eh, vabbè, ma non…non…coso…perchè hanno…sono…sono foraggiatissime”.

Ragazze su aereo presidenziale

Gianpaolo Tarantini propose al premier “di volare tutti insieme sull’aereo presidenziale, dicendo che le ragazze (che aveva reclutato) abitavano a Milano e facendo credere che lui (Tarantini stesso, ndr) aveva un impegno di lavoro in città l’indomani mattina”. E’ quanto si legge negli atti dell’inchiesta escort depositati ieri. I fatti si riferiscono al 26 novembre 2008 quando Berlusconi, che aveva organizzato una cena a Palazzo Grazioli, è costretto ad andare a Milano. E alla fine le ragazze, secondo quanto è scritto negli atti dell’inchiesta, volarono con Gianpi sull’aereo presidenziale.

Belen Rodriguez e Claudia Galanti

Berlusconi e Tarantini parlano al telefono il primo dell’anno, alle 12.07: a chiamare è Gianpi, che racconta il capodanno passato con Belen Rodriguez, Claudia Galanti e Manuela Arcuri. I due si scambiano gli auguri e poi iniziano a parlare di Belen. Ecco il testo integrale della telefonata. T: Belen ha fatto dei balli latino-americani…mamma mia B: chi li ha fatti? Belen? T: Belen, sì B: ma adesso è libera? con chi sta? T: con nessuno. Glielo ho detto ieri infatti l’ho chiamata tante volte che volevo farle gli auguri perchè a destra mia Belen…a sinistra Claudia e di fronte Manuela. B: mamma mia eri messo benissimo T: ho detto: ho fatto una fine dell’anno…migliore non potevo farla B: eh ci credo con le tre donne più belle d’Italia T: Claudia sta bene, Claudia le vuole bene…parla sempre bene…ci mancherebbe B: Belen invece come si esprime? T: nooo…forse…poi non ho tanta confidenza, perchè io sono amico di Marco (Borriello, ndr) molto…ma io penso che… B: ma lei è ancora innamorata di Marco? T: no…no…non credo B: comunque lui non ha la testa giusta per una donna come Belen T: la ci vuole un uomo serio B: è troppo semplice lui…deve andare con un più grosso…con un imprenditore…con uno come te1 T: no con uno come lei stavo dicendo io B: va bene senti io sono qua assediato da quando hanno visto che sono stato dichiarato da Playboy il politico più sexy sul libro che è venuto fuori il trenta…ha riportato questa cosa qui…io non ho scampo con questi qua. Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera…erano in undici…io me ne son fatto solo otto perchè non potevo fare di più…non si può arrivare a tutto. Però stamattina mi sento bene sono contento della mia capacità di resistenza agli assedi della vita…che cosa ci tocca fare la notte del primo dell’anno. Senti io ho qua tutti i letti occupati…non so come fare a dirti venite. Il due viene anche Emilio…queste non vanno via neanche con le cannonate…il prezzo è buono, il vitto anche. Sai ieri sono state sulle automobile tre ore…hanno fatto le gare non le tiravi più giu. T: ma quante ragazze ci sono? B: quaranta T: tutte sono venute B: no…tutte no! Erano 67 quelle…intanto ho comprato una casa qui vicino per ampliare i posti…dodici posti in più.

Premier: “Ho la fila di ragazze”

”Ieri sera avevo la fila fuori dalla porta della camera…erano in undici…io me ne son fatte solo otto perchè non potevo fare di più…non si può arrivare a tutto…”. E’ quanto dice il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Giampaolo Tarantini il primo dell’anno del 2009, parlando della serata precedente. La telefonata è contenuta negli atti dell’inchiesta sulle escort che la procura di Bari ha depositato ieri.

Contatti con Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce

Il premier Silvio Berlusconi utilizzò Carlo Rossella e Fabrizio Del Noce “per fornire alle ragazze lo stimolo a partecipare” alla cena del 23 settembre 2008 a Palazzo Grazioli. E’ quanto è scritto negli atti giudiziari dell’inchiesta barese sulle escort depositati ieri.“Che cosa dici – afferma al telefono Berlusconi parlando con Gianpaolo Tarantini – se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava?”, “magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce, il direttore della fiction della Rete Uno della Rai?”, “così le ragazze sentono che c’è qualcuno che ha il potere di farle lavorare”. Alle ore 14:05, Silvio Berlusconi contattava Tarantini per chiedere conferma dei dettagli dell’organizzazione della serata. Berlusconi: “stasera?”. Tarantini: “stasera siamo in sei compreso me…io e cinque ragazze” Berlusconi: “benissimo! Io non allargherei molto.. .porterei una, due, tre ragazze da parte mia. Poi facciamo venire ì cantanti che sono tutti bravi…le due cantanti cubane, la Gemma…che cosa dici se chiamiamo anche Rossella che c’ha una ragazza che canta in Vaticano molto brava?” Tarantini: “si!…si!…” Berlusconi: “magari invitiamo anche Fabrizio Del Noce il direttore della fiction della rete uno detta rai?” Tarantini: “si magari!” Berlusconi: “così le ragazze sentono che c’è lì qualcuno che ha il potere di farle lavorare”. Tarantini: “benissimo perfetto Presidente!” Berlusconi: “alle nove e mezza!”

Il primo incontro tra il premier e Tarantini

Ecco come le carte dell’inchiesta documentano il primo incontro tra Gianpi e B. “Si deve preliminarmente rammentare che in occasione delle nozze della parlamentare del Pdl Elvira Savino, amica intima del Tarantini, a cui Silvio Berlusconi aveva partecipato come testimone della sposa, l’imprenditore barese era riuscito con un abile stratagemma a lasciare il proprio numero di telefono al Presidente. ” “Presidente ha detto volentieri, quando vuole organizziamo una cena” ha detto, però, che non le posso dare il numero perché sta sempre con il fidanzato”…ho detto “le do il mio e chiami me quando vuole”, ha detto “va bene, scrivilo su un pezzettino di carta e dallo alla guardia, quello dietro di me”, ho preso e glie ho scritto”, “che ne so, ha detto in settimana organizziamo”.

Pagano entrambi

La De Nicolò, sentita come persona informata sui fatti il 19.06.2009, riferiva, tra l’altro: “delle ore ho dormito da sola e delle ore invece, alcune ore sono stata con queste due ragazze e Berlusconi (…) eravamo io e le due ragazze di Roma e Berlusconi”, “(TARANTINI – ndr mi ha dato dei soldi, ma per partecipare alla cena (…) mille euro, prima della cena”; Sentita nuovamente il 22.06.2009, aggiungeva: “(…) Per quanto riguarda la cena a Roma a Palazzo Grazioli, prima di recarci a Palazzo Grazioli io mi son recata all’hotel “De Russie” dove il Tarantini mi ha riconosciuto il gettone di presenza di mille euro, lui mi ha detto questo, ha detto: cerca di restare, se Silvio ti vuole, se Silvio Berlusconi ti vuole, tu ci devi restare. Allora io gli ho chiesto: e cosa mi dà? E lui ha detto: non ti preoccupare, ti darà dei soldi. Come fai a saperlo? Perché lui fa così. Se non te li dà ti accontenterai di questi mille euro, se te li dovesse dare, tu questi mille euro me li restituisci, cosa che non ho fatto (…)”.

“Faccio il premier a tempo perso”

Ecco come risponde il premier a Marystell Polanco che si lamentava del fatto che non riusciva a trovarlo. “Vedi Marystell, io a tempo perso faccio il primo ministro”. Silvio Berlusconi lo dice al telefono a Marystell Polanco, una delle ragazze che frequentavano le residenze del premier, coinvolta anche nella vicenda di Ruby Rubacuori. “Vedi Marystell – dice Berlusconi – io a tempo perso faccio il primo ministro e quindi me ne succedono di tutti i colori”.

Due tipologie di ragazze

Due categorie di ragazze: quelle“facili”, cioè disponibili ad incontri sessuali e quelle “d’immagine” cui spettava il compito di far da “cornice all’evento”. Nell’informativa della Guardia di Finanza è spiegato come venivano divise da Tarantini le giovani che dovevano essere portare nelle residenze del premier. Il 5 ottobre 2008 Gianpi Tarantini parla al telefono con Pierluigi Faraone (l’uomo che secondo la procura voleva diventare il referente per le feste a casa del premier a Milano) “per chiedergli aiuto nella ricerca di ragazze da portare a palazzo Grazioli che comunque rispondessero ai ‘prescrittì requisiti”. T: “Scusa ma la Nina Senicar e non puoi parlare con lei che ma la porto lì” F: e si ma è un pò dura su queste cose lei non è che è molto predisposta… T: no ma di immagine, non di…non è che deve fare la troia…cioè giusto conoscerlo, hai capito, cioè non è che, oh, non è che per forza uno deve andare F: glielo dico però non è una…non sembra una… T: va bene non fa niente, pure io ho portato la Manuela, la Carolina Marconi. “Il tutto – scrive la Gdf – a rimarcare ulteriormente che le ragazze reclutate e portate a palazzo Grazioli si dividevano in due categorie ben distinte: quelle cosiddette ‘facilì, cioè disponibili a concedere prestazioni sessuali (a pagamento o dietro altra utilità) e quelle che facevano da cornice all’evento, considerate d’immagine”. I due si risentono poco dopo e la conversazione continua sugli stessi temi. Faraone: non sono da battaglia T: genere mie, diciamo F: da combatt…non sono da combattimento comunque T: sono genere mio F: si…quelle che tu…si sono da te…

Il secondo tentativo per avere la Arcuri e il grande rifiuto

Il 10 dicembre, alle ore 15:38, Gianpaolo TARANTINI chiedeva alla ARCURI di vestirsi in modo da essere molto provocante (con minigonna e ampia scollatura) per far colpo sul Presidente BERLUSCONI. TARANTINI: “…omissis…stasera lo dobbiamo far impazzire (ride)”, l’ARCURI assicurava che l’avrebbe fatto, chiedendo poi se era in programma che l’amica Francesca (Lana, ndr) si fermasse per la notte a Palazzo Grazioli: ARCURI: ”ma certo amore mio…. ma Franci rimane a dormire lì?.si?”. Alle ore 18:38, Gianpaolo TARANTINI dopo aver dato consigli alla LANA su cosa indossare per la cena: TARANTINI: “….senti una cosa amore, un consiglio, io mi sono messa un vestito nero elegantino, con i suoi gioielli che mi ha regalato l’altra volta, il bracciale, così è contento, con le scarpe con tutti gli Strass va bene o è troppo?”, si raccomandava anche con questa perché la ARCURI si vestisse in modo da essere molto provocante: TARANTINI: “Falla mettere troia Manuela, che moderna!” L’indomani, alle ore 19:50, Gianpaolo TARANTINI chiamava Francesca LANA per il consueto resoconto del giorno dopo: TARANTINI: “ti ha chiamato amo’?”, “LANA: “No! Magari mi chiamerà domani o dopodomani….l’hai sentito?”, TARANTINI: “Sì, sì, è rimasto contentissimo…sei dolcissima”. Dopo di che la ragazza, alla domanda di Gianpaolo, gli riferiva che Manuela ARCURI le aveva fatto notare che era giusto che chiedesse al Presidente BERLUSCONI quanto si aspettava in cambio per la sua disponibilità: “niente Manuela glie l’ho raccontato, mi ha detto: «sì Fra’ però mo glielo devi dire del film, delle cose» ha detto «è ora che gli parli», ho detto «ho capito Manu, ma non glielo posso dire alle quattro di mattina» dentro il letto un po’ prima magari, se dovevamo fare una cosa riservata e ancora inizi a dire quello che dovresti fare»poi mi ha detto…. la stessa cosa mi ha detto: «la meteorìna è troppo poco per una cosa del genere, devi fare un film o un programma da valletta, ma con un grosso presentatore, una fiction, una sii com….chiedigli una cosa di più» ho detto «va bene». «E poi dobbiamo parlare di quella cosa a due», ha detto «ma ti rendi conto» ha detto «minimo per quello ci deve .. se dovessimo fare una cosa del genere, ci deve già avere il contratto davanti firmato» ho detto «va bene Manu…ne riparliamo perché adesso per me è un attimo un’ansia”.

Il premier cambia idea su Manuela

L’idea di far prostituire Manuela Arcuri insieme a Francesca Lana non va a buon fine. Il premier, a questo punto, il 18 febbraio 2009 confida a Gianpi di essere indignato per la volgarità  di Manuela Arcuri intervistata alle Iene: “Pensa che quella si era.. si era.. voleva sta lì quella sera” B: “Meno male che non è stata qui, perchè sennò… mi sarei sentito imbarazzato di essere andato con una t… così. Vabbè cancellata”. T: “E vabbè”. In una precedente serata, organizzata pochi giorni prima – l’11 febbraio 2009 – “nonostante la preparazione scrupolosa dell’evento” l’occasione non fu sfruttata “a causa dell’inibizione dell’Arcuri provocata dalla presenza, quella sera, a Palazzo Grazioli di Paolo Berlusconi, che conosceva il manager dell’attrice”.

L’incontro Tarantini-Bertolaso su Finmeccanica

Il 16 novembre Berlusconi chiama Tarantini per sapere l’esito dell’incontro. Gianpi:“Bertolaso ci disse che Finmeccanca aveva costituito una società mista con la Protezione civile… e ci invitò ad andare da Finmeccanica. Fui io attraverso Rino Metrangolo (dirigente di Finmeccanica, dimessosi oggi – ndr), persona che avevo conosciuto attraverso Lea Cosentino… a prendere contatti con Lunanuova, dirigente della società mista”. Tarantini poi spiega che gli furono illustrate una serie di attività: “Mi dissero che avremmo potuto partecipare all’interno di una Ati (associazione temporanea di imprese, ndr) nella quale avrebbe potuto trovare posto la Sma di Intini. Non si concretizzò nulla perchè, sebbene il terremoto all’Aquila avrebbe consentito di realizzare opere stradali attraverso la Sma di Intini, la notizia pubblica della perquisizione da me subita determinò una presa di distanza da parte di Metrangolo e Lunanuova”.

Berlusconi diserta la cena: le escort vanno dal fratello Paolo

E’ il 3 maggio 2009 e Gianpaolo Tarantini, in previsione di una nuova serata ad Arcore in compagnia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, recluta due escort, una in arte Mariasole. Ma all’ultimo momento, per impegni improvvisi del premier, la cena viene annullata. Giampi non si perde d’animo: Mariasole e la sua collega vengono “tempestivamente dirottate su Paolo Berlusconi, fratello del presidente, che Giampaolo aveva iniziato a frequentare dai primi di aprile”. E’ lo stesso Gianpi che il giorno dopo racconta al telefono ad un suo amico com’è andata. Scrive, al riguardo, la Guardia di Finanza: “Tarantini riferiva di non essere più andato a casa di Silvio Berlusconi, ma a cena con Paolo Berlusconi, il quale, molto probabilmente aveva poi trascorso la notte con Mariasole, in compagnia della quale era rimasto al ristorante”. E viene riportato quanto detto da Tarantini al telefono: “No, non siamo più andati da lui… siamo andati a cena con il fratello e poi lei è rimasta là con lui, non lo so che c…”.

Alle cene anche un magistrato pugliese

Dopo ”una lunga di scia di serate” organizzate presso le residenze private del premier Silvio Berlusconi, Gianpaolo Tarantini “organizzò due cene facendo intrattenere i suoi ospiti – tra cui alcuni dirigenti di Finmeccanica – da giovani donne disponibili a concedere prestazioni sessuali a pagamento”. Tra questi ospiti figura l’allora procuratore facente funzioni del tribunale di Brindisi, Cosimo Bottazzi, attualmente sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello di Bari.

La divisa per entrare ad Arcore

Per entrare nelle residenze del premier le ragazze dovevano non solo essere “giovani ed esili” ma anche avere un abbigliamento preciso, una sorta di ‘divisà. Lo spiega Massimiliano Verdoscia (amico e socio di Giampaolo Tarantini, ndr) a Ioanna Visan, la rumena che ha partecipato a diverse serate, comprese quelle del ‘Bunga Bunga’. Verdoscia: “Quando giovedì vai lì, mi raccomando, voglio dire…vabbè…eh tanto ci sarà il mio amico (Tarantini, ndr) che ti accompagna, tranquillo tutto ok, senza nessun tipo di problema…però il look…capello sciolto, il trucco non troppo evidente, capito? Un vestito…un vestito sobrio, nero, che però metta in mostra…insomma…le tue forme…tu come…e poi tu sai il tuo charme quale è, va bene?”. Ioanna sembra preoccupata, perchè chiede a Verdoscia se “mi fanno le domande?”. “Come ti conosco quelle cose lì?”. E Massimiliano risponde: “No, no, assolutamente, nessuna domanda, niente, zero, totale, massima riservatezza, niente, va bene”.

Tarantini aspirante europarlamentare

Gianpaolo Tarantini vuole diventare parlamentare europeo (le elezioni sono nel 2009) con la spinta decisiva di Silvio Berlusconi. Preme sula deputata del Pdl Elvira Savino, e dagli atti emerge chiaramente come le ragazze inviate ai festini del premier siano uno strumento di pressione per ottenere l’ambito scranno. “L’ambizione politica, da realizzare con l’aiuto del Presidente BERLUSCONI”, scrivono i finanzieri, “veniva sostanzialmente confermata dall’imprenditore barese nel corso della conversazione intrattenuta con Grazia Capone all’indomani della serata passata ad ARCORE: TARANTINI: “Meh, e dici, di me che ha detto?”, CAPONE: “niente, mi ha chiesto da quanto tempo ti conoscevo”, “e io ho detto un po’ di anni…(incomprensibile)..”, TARANTINI: “vabbè tu gli hai detto «è un bravo ragazzo»…”, CAPONE: “vabbè è un amico, è una persona voglio dire eccezionale, veramente una persona pulita, capito?…che poi anche in prospettiva di quello che accennavi ieri, capito …ti ho messo un attimino in luce”, TARANTINI: “ma perché gliel’hai detto?”, CAPONE: “di che cosa?”, TARANTINI: “del Parlamento, no?” CAPONE: “nooo! Però lui per me ha parlato delle regioni, delle regionali TARANTINI: “meh, son contento”.

Berlusconi “salva” Barbara Guerra alla Fattoria di Canale 5

Il 10 marzo 2009, il presidente del consiglio afferma in una telefonata con Tarantini di aver premuto perché Barbara Guerra, una ospite dei festini, non fosse eliminata dal reality show di Canale 5 “La Fattoria”.  TARANTINI: “Presidente ma Barbara è già uscita, si?”, BERLUSCONI: “no, mi sono arrabiato perché… questi… questi delinquenti di autori hanno fatto dire a tre, l’indicazione del suo nome, contro la volontà della televisione e quindi adesso sono intervenuto e se la fanno uscire… poi… fanno uno sgarbo a me insomma”. TARANTINI: “vabbè sarà dispiaciutissima, quella non vedeva l’ora di andare”. BERLUSCONI: “infatti sono dei figli di puttana… questo… questo autore che è uno pazzesco”.